Una svastica, composta utilizzando i tappetini dell’area fitness, è comparsa nella notte tra il 20 e il 21 agosto 2026 all’interno della villa comunale di Militello in Val di Catania. L’episodio, di grave matrice simbolica, è stato prontamente denunciato dal sindaco Giovanni Burtone, deputato regionale del Partito Democratico. Burtone è figlio di Giuseppe Burtone, noto come “capitano Morello”, figura storica della Resistenza partigiana. Secondo quanto riferito dal primo cittadino, i blocchi del tappeto sintetico sarebbero stati spostati e ricomposti ad arte per formare il simbolo nazista.
Il gesto e le indagini in corso
La comparsa della svastica assume un significato particolarmente inquietante per la sua collocazione: è stata infatti realizzata a pochi metri dal monumento dedicato alla Resistenza e ai partigiani del paese. Il sindaco Burtone ha espresso con fermezza la sua condanna, dichiarando: “Non è una bravata di bambini, è la trovata di un mascalzone”, evidenziando la natura premeditata e offensiva del gesto. Le autorità hanno avviato immediatamente gli accertamenti, avvalendosi delle immagini catturate dalle telecamere di videosorveglianza installate nell’area, con l’obiettivo di identificare e assicurare alla giustizia i responsabili. Il Comune di Militello sta inoltre valutando l’opportunità di presentare una denuncia formale per l’accaduto, a tutela del decoro pubblico e dei valori civili.
Memoria antifascista e appello del sindaco
L’episodio ha riacceso l’attenzione sulla profonda tradizione antifascista di Militello, un valore radicato nella comunità e testimoniato dalla storia personale del sindaco. Burtone ha infatti ricordato l’impegno del padre, Giuseppe, che fu protagonista della lotta contro i nazifascisti, operando sia in Piemonte che in Svizzera durante la Resistenza. Questa memoria storica rende l’atto ancora più oltraggioso per la cittadinanza. Il primo cittadino ha lanciato un appello per una reazione decisa, affermando: “Serve una risposta ferma”, sottolineando la necessità di non sottovalutare tali manifestazioni e di ribadire con forza i principi costituzionali e democratici.
Precedenti simili in Sicilia
Questo atto vandalico non è un caso isolato nel panorama siciliano, che ha purtroppo registrato altri episodi di deturpazione con simboli e scritte di matrice nazista. Un caso analogo si è verificato a Siracusa, dove il muro perimetrale della sede della Circoscrizione Santa Lucia, situata in via Isonzo e adiacente all’ingresso della biblioteca, è stato imbrattato. Qui sono comparse una svastica e le scritte «Arbeit frei» e «SS», incise sulla superficie. L’episodio siracusano è stato segnalato dal leader del movimento Civico 4, Michele Mangiafico, il quale ha denunciato l’accaduto come “un atto di barbarie civile e di una gravità inaudita”. La comunità locale ha reagito con sdegno e preoccupazione, con i residenti che hanno richiesto l’immediata rimozione delle scritte e un maggiore impegno delle istituzioni per garantire la sicurezza e il decoro pubblico della zona.