Un appello congiunto è stato consegnato alla commissaria del Governo di Trento, Isabella Fusiello, con l'obiettivo di impedire il raduno naziskin denominato “Ritorno a Camelot”. L'evento è previsto dal 3 al 6 settembre in un terreno privato situato a Pietramurata, nel comune di Dro. La petizione, sottoscritta da numerose associazioni e cittadini, è stata presentata il 31 agosto 2026 a Trento da una delegazione composta dai sindacalisti Andrea Grosselli, Walter Largher e Michele Bezzi, affiancati da Walter Nicoletti delle Acli Trentine e Marta Anderle dell’Anpi.
L'iniziativa mira a bloccare lo svolgimento di questo appuntamento, qualificato come raduno naziskin, sul territorio trentino. Tra le organizzazioni che hanno aderito all'appello figurano Acli Trentine, Anpi, Arci, Cgil, Cisl, Uil, il Forum trentino per la pace e i diritti umani, la Comunità San Francesco Saverio, il Centro Pace Ecologia e Diritti umani Rovereto, l'Associazione 46⁰ parallelo-Atlante delle guerre, Donne in nero Rovereto e l'Associazione Ubalda Bettini Girella Rovereto.
Le reazioni e le richieste dopo la consegna dell'appello
A seguito della presentazione della petizione, sono emerse posizioni fortemente critiche riguardo all'evento. Lucio Matteotti, consigliere comunale di Dro, ha annunciato l'intenzione di proporre in Consiglio comunale una dichiarazione ufficiale che ripudia la guerra.
Ancora più incisiva è stata la dichiarazione di Andrea La Malfa, presidente di Arci del Trentino, che ha categoricamente definito il raduno una manifestazione nazista. “Questa non è una manifestazione della destra. Questa è una manifestazione nazista”, ha affermato La Malfa, aggiungendo con fermezza: “Qui siamo fuori dalla democrazia, siamo fuori dal contesto democratico”.
Walter Nicoletti, presidente delle Acli Trentine, ha espresso soddisfazione per l'attenzione riscontrata da parte della commissaria del Governo e del questore in merito alle proposte avanzate. Nicoletti ha sottolineato come l'iniziativa si ponga in contrasto con i valori fondamentali dell'autonomia, della Costituzione e della convivenza civile, auspicando che la decisione finale sul raduno conduca al suo definitivo blocco a Pietramurata.
Il ruolo del Comitato per l'ordine pubblico e la sicurezza
La decisione finale in merito allo svolgimento del raduno è attesa in sede di Comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza. A questa importante riunione è prevista anche la partecipazione del personale della Procura della Repubblica. Questo passaggio istituzionale è cruciale per la valutazione complessiva dell'evento e per determinare le misure necessarie a garantire la sicurezza e il rispetto dei principi democratici.