Una anziana di 86 anni a Pordenone è stata vittima di una truffa il 18 agosto 2026. Un complice si è qualificato come carabiniere al telefono; poco dopo, una giovane si è presentata per "verificare" i preziosi a seguito di una presunta rapina in gioielleria. L'anziana ha così consegnato monili, inclusa la fede nuziale del defunto marito, per circa 15 mila euro.

La denuncia ai carabinieri ha attivato ricerche nazionali. Poche ore dopo, la Polizia Ferroviaria (Polfer) ha fermato una 17enne alla stazione di Roma Termini. La giovane, corrispondente alla descrizione, aveva con sé l'intera refurtiva.

È stata accompagnata in una struttura della Capitale e la Procura per i Minorenni è stata informata.

La tecnica del "finto carabiniere"

La vicenda di Pordenone evidenzia la consolidata tecnica della truffa del "finto carabiniere". I truffatori usano un complice telefonico che si spaccia per membro delle forze dell'ordine, sfruttando paura e fiducia. Il pretesto è spesso legato a furti o rapine, inducendo l'anziano a consegnare preziosi per una "verifica". Questa strategia manipola il senso civico, colpendo i più vulnerabili.

Prevenzione e casi analoghi

Questo tipo di raggiro non è isolato. A Carmagnola, una coppia di anziani ha sventato un tentativo di truffa analoga: un uomo aveva tentato di convincere la vittima a consegnare gioielli per un confronto con refurtiva.

La prontezza della coppia ha permesso l'arresto di un 19enne per tentata truffa aggravata in concorso.

Tali raggiri sono diffusi e colpiscono prevalentemente le persone anziane, considerate bersagli per la loro maggiore vulnerabilità. Le forze dell'ordine raccomandano massima attenzione a richieste sospette (telefoniche o porta a porta) e di segnalare immediatamente alle autorità. La collaborazione dei cittadini è cruciale per contrastare questi fenomeni.