L’Alleanza per le famiglie dell’Alto Adige ha sollecitato lo sblocco immediato di gite didattiche, viaggi d’istruzione e collaborazioni con esperti esterni. L'appello giunge dopo oltre un anno scolastico segnato da proteste del personale docente, in particolare di gruppi altoatesini (specie nella scuola tedesca) contrari ad attività non obbligatorie. L’associazione, pur sostenendo le rivendicazioni dei docenti, chiede che bambini e ragazzi non affrontino un altro anno con un’offerta formativa ridotta, enfatizzando il ripristino delle opportunità educative.

L’Alleanza bilancia il riconoscimento delle condizioni di lavoro dei docenti e la ripresa delle attività esterne. Tra le istanze prioritarie per le trattative, l’associazione indica retribuzione adeguata, adeguamento all’inflazione, remunerazione specifica per i viaggi d’istruzione, copertura assicurativa idonea e risorse sufficienti per l’inclusione. Richiesta inoltre la definizione di regole chiare su diritto del lavoro e copertura assicurativa.

Il valore formativo delle attività extracurricolari

L’associazione attribuisce alle uscite didattiche e ai progetti con specialisti un ruolo educativo fondamentale, strettamente connesso al percorso scolastico. Tra gli ambiti di intervento citati figurano la prevenzione delle dipendenze, il contrasto al bullismo e lo sviluppo delle competenze digitali.

Tali attività sono considerate non un semplice complemento, ma una parte integrante e insostituibile dell’esperienza formativa degli alunni, essenziali per una crescita completa.

L’Alleanza per le famiglie ribadisce con forza che “bambine, bambini e giovani non possono affrontare un altro anno scolastico con un'offerta formativa limitata”. L'associazione invita quindi a “continuare le trattative e costruire soluzioni sostenibili, ma consentire nuovamente, già da ora, le uscite didattiche, i viaggi d'istruzione e la collaborazione con personale specializzato”, al fine di non precludere importanti opportunità educative.

Negoziati su indennità e aumenti salariali

La protesta dei docenti si inserisce nel quadro del confronto tra i sindacati della scuola e la Provincia autonoma di Bolzano riguardo alle indennità per attività specifiche.

Le trattative in corso prevedono un fondo di 8 milioni di euro destinato agli insegnanti che svolgono incarichi come la sorveglianza in mensa e l'accompagnamento durante i viaggi d'istruzione. A questa somma si aggiungono 90 milioni di euro già deliberati per aumenti strutturali.

Mentre la Cgil esorta ad attendere la conclusione della contrattazione, la Uil chiarisce che definire la situazione uno “sciopero delle gite” è improprio, dato che l'accompagnamento degli studenti non rientrerebbe tra gli obblighi individuali unilateralmente imponibili. Anche il gruppo Dida, composto da docenti della scuola italiana, concorda che non si tratti di sciopero, bensì di rifiuto di attività extracurricolari non obbligatorie, annunciando una selezione più rigorosa dei progetti in base alla loro effettiva utilità didattica.

L’assessora provinciale Magdalena Amhof ha infine illustrato gli aumenti salariali previsti per il personale docente, retroattivi dal 1° gennaio 2026. Gli importi annui lordi varieranno in base a scuola e anzianità di servizio; sommati all’adeguamento all’inflazione, questi incrementi potranno raggiungere tra i 10 e i 12 mila euro lordi annui per il personale qualificato.