La Procura di Trani ha avviato un'inchiesta per fare luce sulla morte di Vincenzo Dibenedetto, operaio di 34 anni, precipitato nel vuoto mentre era al lavoro in un oleificio di famiglia situato alla periferia di Barletta. La caduta, secondo quanto indicato negli atti dell'inchiesta, è avvenuta da un'altezza di circa nove metri. Le ipotesi di reato contestate sono concorso in omicidio colposo e violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro. Sono cinque le persone iscritte nel registro degli indagati in relazione a questo tragico evento.

Gli indagati e i lavori sul silo

Tra le persone coinvolte nell'inchiesta figurano due parenti della vittima, proprietari dello stabilimento oleario. La loro iscrizione nel registro degli indagati è considerata un atto dovuto, una prassi che permette loro di partecipare pienamente agli accertamenti investigativi con i propri legali. I due sono difesi dall’avvocato Giuseppe Spina. Un altro indagato è un imprenditore di 61 anni, residente ad Andria, titolare dell’impresa alla quale erano stati commissionati specifici lavori di manutenzione su uno dei silos dell’azienda. L'imprenditore è assistito dagli avvocati Riccardo D’Avanzo e Saverio Santangelo.

La ricostruzione preliminare inserita nel fascicolo investigativo indica che il 34enne Vincenzo Dibenedetto si trovava a bordo di un mezzo appartenente alla ditta del 61enne.

Per cause che sono ancora in fase di accertamento, l'operaio è caduto nel vuoto. Le prime informazioni sull'incidente descrivono una caduta da un cestello per circa dieci metri, avvenuta durante le operazioni di manutenzione all'interno dell'oleificio. Il cestello era posizionato accanto alla bocca di un silos. Per consentire tutti gli accertamenti necessari, l’intera area dell’azienda è stata posta sotto sequestro dalle autorità competenti.

I soccorsi e l’autopsia

Dopo la drammatica caduta, Dibenedetto è stato prontamente soccorso e trasportato d'urgenza in codice rosso. È stato inizialmente ricoverato all’ospedale Dimiccoli di Barletta e successivamente trasferito al Bonomo di Andria, a causa della gravità delle ferite riportate.

Nonostante gli sforzi dei sanitari, l'operaio è deceduto nel reparto di rianimazione intorno alle 23:10. Sul luogo dell’incidente sono intervenuti i carabinieri per i rilievi di rito e il personale dello Spesal (Servizio di Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro) dell’Azienda sanitaria locale, per avviare le indagini tecniche.

Per chiarire le cause esatte del decesso e la dinamica dell'accaduto, sul corpo dell'operaio è stata disposta l'autopsia. L'esame autoptico è previsto per lunedì prossimo e sarà eseguito presso l’istituto di Medicina legale del Policlinico di Bari. Gli accertamenti si concentreranno in particolare sulla dinamica della caduta, sulle condizioni di sicurezza del mezzo utilizzato e sulla verifica del rispetto delle norme antinfortunistiche, le cui violazioni sono al centro del fascicolo aperto dalla Procura di Trani. L'obiettivo è fare piena luce su ogni aspetto di questa tragica vicenda.