Prosegue in Calabria, in data 29 settembre 2026, la protesta degli agricoltori contro il caro carburante e la profonda crisi del settore agricolo. Nel Vibonese, in particolare, un presidio si è concentrato lungo la strada statale 18, all’altezza dello svincolo autostradale di Pizzo, sulla A2 Autostrada del Mediterraneo. Qui, un sit-in pacifico si inserisce in una più ampia mobilitazione che coinvolge diverse altre zone della regione.
L’iniziativa, caratterizzata da blocchi stradali a singhiozzo, interessa varie arterie stradali in diverse località calabresi.
È fondamentale sottolineare che, nonostante le azioni di protesta, il transito ai mezzi di emergenza e soccorso è sempre garantito. Il presidio di Pizzo si configura come uno dei punti nevralgici di questa mobilitazione regionale, nata dalle difficoltà crescenti denunciate dal comparto agricolo, stremato dall’aumento vertiginoso dei costi del carburante e dalla generale crisi delle attività del settore.
Il presidio a Pizzo: voci e rivendicazioni
Nel territorio di Pizzo, il sit-in si svolge strategicamente nei pressi dello svincolo autostradale, lungo la statale 18. Alla protesta partecipano attivamente non solo gli agricoltori, ma anche allevatori e autotrasportatori, uniti nel quadro di questa giornata di mobilitazione calabrese.
Gli striscioni esposti al presidio esprimono chiaramente il malcontento verso le istituzioni, con messaggi diretti come: “Basta, siamo stanchi delle vostre promesse”.
Le principali rivendicazioni dei manifestanti vertono sul prezzo dei carburanti, indicato dai promotori come uno dei fattori cruciali che incidono pesantemente sui costi di gestione delle attività agricole e di trasporto. La protesta mette in luce anche la significativa disparità tra i costi di produzione, i prezzi riconosciuti agli agricoltori e i prezzi finali al consumo. I manifestanti collegano in modo esplicito questi temi alla sostenibilità economica delle aziende agricole e alla redditività delle attività lungo l’intera filiera produttiva.
Le sigle promotrici della mobilitazione
La mobilitazione nazionale, che ha assunto il nome evocativo di “L’Italia scende in piazza”, trova in Calabria un’ampia adesione. È promossa da un fronte unito di associazioni e comitati, tra cui spiccano il Movimento popolare nazionale, Popolo di Calabria, Movimento territorio e agricoltura, Gda Associazione Tutela Agricoltori, Gruppo agricoltori del Crotonese e Comitati riuniti agricoli - Cittadini italiani. Queste stesse sigle sono attivamente coinvolte nell'organizzazione e nel coordinamento dei presidi allestiti nelle diverse aree della regione.
Accanto alla problematica del caro carburante, i promotori richiamano con forza anche il tema delle importazioni dai Paesi extra-Ue, un aspetto cruciale delle loro rivendicazioni che mira a tutelare la produzione agricola locale e nazionale.