L'attivista e noto animalista Enrico Rizzi è intervenuto con urgenza il 7 settembre 2026 nel comune di Dego, situato nel Savonese, per denunciare una grave e presunta situazione di maltrattamento che avrebbe coinvolto un gruppo consistente di circa 25 cani di piccola taglia, tra cui si contavano anche numerosi cuccioli. L'azione di Rizzi è scattata all'interno di un'abitazione privata, dopo aver ricevuto una serie di segnalazioni dettagliate da parte di altri animalisti attivi nella Val Bormida. L'attivista ha scelto di documentare l'intera vicenda attraverso una diretta sui social media, con l'obiettivo di portare all'attenzione pubblica le drammatiche condizioni in cui versavano gli animali.
La vicenda ha avuto il suo epicentro in località Carpezzo, sempre nel territorio di Dego, dove da diverso tempo erano state raccolte segnalazioni preoccupanti riguardanti la presenza di cani tenuti in condizioni igienico-sanitarie estremamente precarie all'interno di una residenza. Per verificare l'effettiva situazione e intraprendere le azioni necessarie, sul posto sono intervenuti prontamente diverse figure e corpi specializzati: i Carabinieri, il personale del servizio veterinario dell'Asl 2, ambulanze veterinarie attrezzate per il soccorso animale e numerosi volontari appartenenti a diverse associazioni animaliste, tutti mobilitati per affrontare la gravità del contesto.
Le gravi condizioni di degrado e sofferenza denunciate
Secondo quanto denunciato con fermezza da Enrico Rizzi, le vittime di questa assurda storia sarebbero circa 25 cani di piccola taglia, inclusi diversi cuccioli, descritti come animali completamente privi di cure essenziali. La loro condizione era visibilmente compromessa: apparivano malati e costretti a vivere in un ambiente insalubre, infestato da pulci e completamente ricoperto di escrementi. Nella sua denuncia pubblica, l'attivista ha posto l'accento sulla presenza di problemi di salute anche molto gravi, menzionando in particolare un esemplare affetto da patologie neurologiche, il quale si trascinava con evidente difficoltà nel tentativo disperato di allontanarsi dagli altri cani, in una scena che ha rivelato una profonda e inaccettabile sofferenza.
Nel corso del suo intervento, Rizzi ha ribadito con parole chiare e dirette la sua posizione: "Vittime di questa assurda storia, che mi è stata segnalata da alcuni animalisti della Valbormida, sono circa 25 cani di taglia piccola, tra cui alcuni cuccioli, che vivono in una casa a Dego senza cure, visibilmente malati, tra pulci ed escrementi, con problemi anche gravi". L'attivista ha inoltre confermato di aver allertato immediatamente le autorità competenti, ovvero il servizio veterinario dell'Asl2 e i Carabinieri, i quali sono giunti sul posto per avviare un confronto con l'uomo indicato come proprietario o, comunque, come la persona responsabile della custodia degli animali, per chiarire la sua posizione e le sue responsabilità.
Il sequestro degli animali e la quarantena obbligatoria
A seguito dell'accurato sopralluogo congiunto effettuato dalle autorità e dai veterinari, è stato ufficialmente e inderogabilmente disposto il sequestro degli animali. Tutti i cani sono stati immediatamente trasferiti in strutture idonee e sicure, dove potranno finalmente ricevere le cure mediche, l'assistenza necessaria e un ambiente di vita dignitoso. Rizzi ha inoltre riferito che i veterinari avrebbero accertato la presenza di malattie infettive tra i cani, un riscontro che ha reso indispensabile l'immediata disposizione della quarantena. Questa misura è stata adottata per prevenire ulteriori contagi, sia tra gli stessi animali che verso l'esterno, e per garantire la salute pubblica.
L'attivista ha concluso il suo resoconto sostenendo che la situazione riscontrata configurerebbe una chiara violazione di specifiche norme del codice penale, evidenziando come le segnalazioni relative a questa specifica situazione fossero, a suo dire, presenti da tempo, rendendo l'intervento ancora più urgente e fondamentale per la tutela degli animali.