Younes, il bambino di sei anni e mezzo rimasto gravemente ferito il 3 agosto 2026 durante una vacanza a Sharm El Sheikh con la sua famiglia, è ora ricoverato nel reparto di terapia intensiva dell’Ospedale Regina Margherita di Torino. Le sue condizioni cliniche sono descritte come gravi ma stabili, un aggiornamento che segue il suo rientro in Italia avvenuto tramite un volo sanitario dedicato. Il trasferimento è stato possibile solo dopo attenti accertamenti clinici che hanno confermato la sicurezza del viaggio per il piccolo paziente.
A bordo del volo che ha riportato Younes in Italia era presente la dottoressa Simona Quaglia, che ha fornito una valutazione prudente sul quadro clinico del bambino.
La dottoressa ha dichiarato: “Il quadro neurologico è compromesso, ma il nostro atteggiamento resta positivo”. Questo trasferimento segna la conclusione della delicata fase di ricovero in Egitto e l'inizio di un nuovo percorso di cure intensive presso la rinomata struttura pediatrica torinese.
L'incidente in piscina e il ricovero d'urgenza
Younes Majidi, originario di Brandizzo, si trovava in vacanza a Sharm el-Sheikh con il padre quando è avvenuto il tragico incidente. Il bambino è caduto nella piscina di un hotel, battendo violentemente la testa. L'impatto gli ha causato un edema cerebrale. Dal 3 agosto 2026, giorno dell'incidente, Younes era stato assistito in terapia intensiva in Egitto, mantenuto in coma farmacologico a causa della gravità delle sue lesioni.
Il complesso rientro in Italia è stato organizzato a bordo di un’aeroambulanza appositamente attrezzata. Prima della partenza, sono stati condotti meticolosi accertamenti e confronti tra le équipe mediche egiziane e italiane, tutti volti a garantire la massima sicurezza durante il trasporto. Una volta giunto in Italia, il bambino è stato immediatamente accolto all'Ospedale Regina Margherita di Torino. L'intera vicenda è stata seguita con attenzione dalla Farnesina, dall’Ambasciata italiana al Cairo e dal Console onorario a Sharm, che hanno coordinato gli sforzi tra gli ospedali, le autorità egiziane e la fondazione incaricata del rimpatrio.
La raccolta fondi per sostenere il rientro
La famiglia di Younes non disponeva di una copertura assicurativa sanitaria che potesse coprire le ingenti spese del rimpatrio, il cui costo era stimato tra i 60 mila e gli 80 mila euro.
Per far fronte a questa necessità urgente, è stata prontamente avviata una raccolta fondi. L'iniziativa ha riscosso una straordinaria partecipazione, coinvolgendo oltre tremila persone e raggiungendo la cifra complessiva di circa 80 mila euro, fondamentale per permettere il ritorno di Younes in Italia e l'inizio delle cure specialistiche.
Il rientro a Torino è stato accolto con un profondo senso di sollievo da parte della famiglia. Lo zio Mounssif Rafia ha espresso pubblicamente questo sentimento: “Dopo un mese di battaglie e preghiere, finalmente Y".