La presenza di alunni di origine straniera rappresenta un elemento di fondamentale importanza per l'Istituto comprensivo Dosolo Pomponesco Viadana, situato in provincia di Mantova. È quanto sottolineato da Giliola Benatti, docente di Lettere e vicepreside dell'istituto, che ha evidenziato come questi studenti siano una vera e propria risorsa per la comunità scolastica.
Benatti ha collegato il tema dell'integrazione alla vita quotidiana dell'istituto, che accoglie circa 600 studenti, distribuiti tra scuola dell'infanzia, primaria e secondaria di primo grado.
La docente ha definito i ragazzi provenienti da famiglie non italiane come "nuovi italiani", rimarcando il ruolo cruciale delle loro iscrizioni per il mantenimento degli equilibri demografici e didattici degli istituti del territorio. In un'affermazione diretta e incisiva, Benatti ha dichiarato che "senza stranieri le scuole chiuderebbero, sono una ricchezza", ponendo l'accento sul contributo essenziale di questi alunni alla vitalità e alla diversità della scuola.
Il cuore del suo intervento si è concentrato sul valore aggiunto che questi studenti portano e sulle strategie adottate dall'istituto per supportarli, in particolare attraverso un mirato lavoro di rafforzamento della lingua italiana laddove necessario.
Questo impegno si traduce in percorsi specifici volti a garantire a tutti gli studenti le migliori opportunità di apprendimento e partecipazione.
Il sostegno linguistico e l'esempio dell'ex alunno
Un esempio tangibile dell'approccio inclusivo dell'Istituto comprensivo Dosolo Pomponesco Viadana è rappresentato dai corsi di potenziamento di italiano. Questi percorsi, dedicati agli studenti che necessitano di un supporto linguistico aggiuntivo, sono tenuti anche da un ex alunno di origine indiana, che oggi frequenta l'università. La vicepreside Benatti ha presentato questa iniziativa come un modello concreto del legame profondo tra la scuola, i suoi ex studenti e i nuovi arrivati che si confrontano con le sfide linguistiche.
Per sostenere queste attività e promuovere un'integrazione efficace, la scuola si avvale di diverse risorse. Vengono utilizzati fondi specifici destinati alle aree a forte processo migratorio, l'apporto prezioso di mediatori culturali e le opportunità offerte dai fondi PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza). Questi strumenti sono fondamentali per accompagnare gli alunni e le loro famiglie nel percorso scolastico e sociale.
Oltre al supporto linguistico e alle risorse finanziarie, la docente ha evidenziato l'importanza delle attività extrascolastiche come veicoli di integrazione. Il teatro, la musica e lo sport sono stati citati come strumenti efficaci per favorire la relazione tra gli studenti, promuovere la socializzazione e contribuire a un clima scolastico positivo e accogliente per tutti.
L'importanza dell'infanzia per la preparazione linguistica
Un aspetto innovativo e strategico proposto da Giliola Benatti riguarda l'ultimo anno della scuola dell'infanzia. La vicepreside ha avanzato l'idea di rendere obbligatoria la frequenza di questo ciclo fino alle ore 16. L'obiettivo primario di questa proposta è quello di offrire ai bambini figli di immigrati una maggiore esposizione alla lingua italiana, permettendo loro di arrivare alla scuola primaria con una migliore e più solida conoscenza dell'italiano.
Questa iniziativa si inserisce nel più ampio contesto del passaggio tra i diversi ordini di scuola e della preparazione linguistica fondamentale prima dell'ingresso nella primaria. Garantire una base linguistica robusta fin dalla più tenera età è considerato un fattore chiave per il successo scolastico e per una piena integrazione nel tessuto sociale. L'attenzione alla mediazione interculturale in ambito scolastico, che include l'accoglienza degli alunni stranieri, è un pilastro di questa visione educativa.