Nessuna persona coinvolta nella grande frana sul Monviso del 1 settembre 2026. Gli accertamenti condotti dal Soccorso alpino nella mattina del 2 settembre 2026 hanno escluso ogni coinvolgimento umano. Le verifiche si sono concentrate sulla parete Nord Est e sul sentiero in prossimità del Rifugio Quintino Sella, un'area interessata da una nube di polvere e detriti. Il corpo principale della frana, infatti, non ha investito direttamente il percorso.
L'assenza di persone coinvolte è stata confermata dall'analisi degli elementi raccolti. Le operazioni hanno incluso la verifica di una segnalazione al Rifugio Quintino Sella per il mancato arrivo di un escursionista straniero, che aveva destato preoccupazione.
Il distacco e le prime operazioni di emergenza
La frana si era verificata la sera del 1 settembre 2026, poco dopo le ore 20, a circa 3.500 metri di quota, sulla parete Nord Est del Monviso. L’allarme era stato lanciato dai gestori del rifugio. Un elicottero del Soccorso alpino era stato inviato in assetto notturno, ma la polvere in sospensione aveva impedito agli operatori di calarsi.
Durante la notte, l'impossibilità di contattare l'escursionista straniero aveva alimentato il timore di un suo possibile coinvolgimento. Gli accertamenti successivi hanno escluso l'ipotesi, accertando la posizione e dissipando ogni preoccupazione.
Aree a rischio e provvedimenti di chiusura
Il sentiero vicino al Rifugio Quintino Sella è stato colpito soprattutto dalla nube di polvere e dai detriti, senza l'impatto diretto del corpo principale della frana.
L’area della Nord Est del Monviso è già nota per fenomeni di distacco, un fattore considerato nelle valutazioni.
Attualmente, il Comune di Crissolo, la prefettura, il Soccorso alpino e i gestori dei rifugi stanno collaborando per valutare eventuali provvedimenti di chiusura temporanea di alcune aree interessate o prossime al fenomeno. Le verifiche del Soccorso Alpino Piemontese, riprese nella mattina del 2 settembre, hanno fornito gli elementi per le decisioni.