L'indagine sulla tragica morte di Domenico Caliendo, un bambino di due anni e mezzo deceduto il 21 febbraio 2026 presso la terapia intensiva dell'ospedale Monaldi di Napoli, si concentra ora sull'analisi approfondita delle chat WhatsApp. Acquisiti dai cellulari dei medici coinvolti, tali messaggi sono ritenuti dalla Procura di Napoli una prova cruciale. Secondo gli inquirenti, le conversazioni documentano un confronto durato oltre due giorni sulla versione definitiva del diario clinico relativo alla cardiectomia eseguita sul piccolo Domenico, a seguito di un trapianto di cuore fallito avvenuto il 23 dicembre 2025.
La ricostruzione investigativa, aggiornata all'8 settembre 2026, si concentra sulla cartella clinica e sul referto operatorio definitivo del 26 dicembre 2025. Questa fase dell'inchiesta ha già portato all'emissione di una misura interdittiva di un anno nei confronti dei cardiochirurghi Guido Oppido ed Emma Bergonzoni. I due professionisti sono stati raggiunti dal provvedimento per l'ipotesi di falso nella documentazione clinica. Il GIP di Napoli, Mariano Sorrentino, ha accolto l'impostazione accusatoria sulla presunta falsificazione della cartella clinica del piccolo Domenico.
Le diverse versioni del documento e le presunte modifiche
L'analisi dei messaggi ha rivelato comunicazioni tra Emma Bergonzoni (secondo operatore) e Mariangela Addonizio (terzo operatore e specializzanda).
Le versioni del documento inviate al primo operatore, Guido Oppido, sono risultate essere quattro. Un elemento centrale riguarda la cronologia degli eventi e la contemporaneità tra l'inizio della cardiectomia – l'intervento per rimuovere il cuore di Domenico – e l'apertura del frigo box con l'organo donato.
Nelle prime due versioni del diario clinico, tale contemporaneità non compariva. Il cuore donato, espiantato a Bolzano, risultò poi congelato. Nelle versioni iniziali, la cardiectomia era collegata all'arrivo dell'equipe di espianto. Nelle ultime due versioni, invece, l'avvio della cardiectomia fu collegato all'arrivo in sala operatoria del cuore donato, prelevato dal frigo box. Questo contenitore fu peraltro descritto come antiquato e non conforme alle linee guida.
È nell'ultima versione che emerge l'indicazione esplicita della contemporaneità tra l'inizio dell'intervento per rimuovere il cuore di Domenico e l'apertura del contenitore con l'organo donato. Questa variazione è un punto focale per l'accusa, interpretata come un tentativo di alterare la sequenza temporale degli eventi critici.
L'impostazione accusatoria e i prossimi sviluppi legali
Per gli inquirenti, le quattro versioni del diario clinico non sono semplici bozze, ma rappresentano "passaggi progressivi di avvicinamento e aggiustamento della cronologia" degli eventi da inserire nel documento ufficiale. Questa interpretazione rafforza l'ipotesi di una modifica intenzionale della narrazione clinica post-intervento.
La Procura ritiene che le chat provino un coordinamento volto a celare o minimizzare aspetti critici dell'operazione, attraverso una versione modificata degli accadimenti.
Il caso, già oggetto di misure cautelari interdittive, proseguirà il suo iter giudiziario. Un'udienza è già fissata al Tribunale del Riesame di Napoli, dove i difensori dei medici potranno contestare la ricostruzione accusatoria e i provvedimenti. L'esito di questa udienza sarà determinante per il prosieguo dell'indagine sulla presunta falsificazione della documentazione clinica legata alla morte del piccolo Domenico Caliendo.