Un uomo è stato posto agli arresti domiciliari in quanto presunto responsabile di una sparatoria avvenuta nella notte del 6 settembre scorso. L'episodio si è verificato nella frazione Mannoli di Santo Stefano in Aspromonte, in provincia di Reggio Calabria, dove due fratelli sono stati feriti alle gambe da colpi d'arma da fuoco. Il provvedimento di custodia cautelare è stato eseguito dai carabinieri a seguito di un'ordinanza emessa dall'autorità giudiziaria.

L'indagato è accusato di detenzione e porto illegale di arma da fuoco e di lesioni personali aggravate.

Le indagini, avviate immediatamente dopo l'aggressione, hanno permesso di identificare il presunto autore e di raccogliere un solido quadro indiziario, successivamente valutato dal Giudice per le Indagini Preliminari (GIP).

La dinamica della sparatoria dopo una lite

La ricostruzione fornita dagli investigatori, coordinati dalla Procura diretta da Giuseppe Borrelli, colloca la sparatoria al termine di una serata trascorsa nel centro abitato della frazione. Secondo quanto emerso, dopo una lite, le cui cause sono ancora in fase di accertamento, l'indagato avrebbe estratto un'arma da fuoco, esplodendo diversi colpi. I proiettili hanno raggiunto due fratelli del posto, ferendoli entrambi alle gambe.

I due feriti sono stati prontamente soccorsi e trasportati in ospedale per ricevere le necessarie cure mediche.

Gli accertamenti condotti dai carabinieri hanno incluso approfonditi rilievi tecnico-scientifici sul luogo dell'evento e la raccolta delle prime testimonianze. Una nota firmata dal procuratore aggiunto Stefano Musolino ha evidenziato come l'identificazione del presunto autore sia avvenuta in tempi rapidi, portando alla delineazione di un quadro indiziario che ha costituito la base per l'applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari presso la sua abitazione.

Le condizioni dei feriti e le prime fasi delle indagini

Le informazioni iniziali sull'aggressione, diffuse il 9 settembre, indicavano che i due fratelli feriti erano giovani residenti della zona.

Erano stati accompagnati al Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria da una terza persona. Le ferite riportate alle gambe, pur essendo state causate da colpi d'arma da fuoco, non risultavano di grave entità. Entrambi i giovani erano stati dimessi dall'ospedale dopo aver ricevuto le cure del caso, a conferma della non gravità delle lesioni.

Nelle prime ore successive alla doppia gambizzazione, avvenuta nella frazione di Mannoli, le indagini erano condotte dai carabinieri della stazione di Santo Stefano in Aspromonte, con il coordinamento della Procura reggina. In quella fase iniziale, non risultava esclusa alcuna pista riguardo al movente dell'aggressione. L'esecuzione dell'ordinanza di custodia cautelare da parte dei carabinieri rappresenta un passo significativo nelle indagini, chiudendo la fase più acuta della ricerca del responsabile.