La Procura di Bari ha formalmente archiviato l’indagine che vedeva coinvolta Intesa Sanpaolo, inizialmente chiamata a rispondere come responsabile amministrativo. Il procedimento era scaturito dalle accuse mosse all’ex dipendente della filiale di Bisceglie, Vincenzo Coviello, ritenuto responsabile di aver spiato i conti di migliaia di clienti, tra cui personalità di rilievo come il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni. L'istituto di credito ha comunicato l'archiviazione il 15 settembre 2026, specificando che il decreto era stato emesso il 10 giugno 2026.

La decisione della Procura ha escluso un interesse o vantaggio da parte dell'istituto, riconoscendo invece l'adeguatezza del suo modello organizzativo e la sua reazione tempestiva.

Gli inquirenti hanno accertato la «palese insussistenza di un interesse o vantaggio della Banca» e hanno riconosciuto l’«adeguatezza del modello organizzativo» dell’istituto. Nel provvedimento, la condotta contestata all’ex dipendente è stata esplicitamente ricondotta a un’azione compiuta nel suo interesse esclusivo o a beneficio di terzi, evidenziando un danno per l’istituto sia sul piano reputazionale che patrimoniale. Intesa Sanpaolo è stata pertanto qualificata come soggetto danneggiato dalla vicenda, una valutazione che ha considerato anche la reazione dell’ente dopo l’emersione degli accessi contestati.

Il ruolo dell’ex dipendente e la posizione di Intesa Sanpaolo

Il procedimento ha riguardato specificamente l’ex dipendente della filiale di Bisceglie, Vincenzo Coviello. L’archiviazione ha escluso che la banca abbia tratto utilità dalle condotte illecite attribuite all’ex addetto, individuando al contrario un pregiudizio per l’istituto. La Procura ha richiamato il tradimento del vincolo fiduciario e l’inosservanza delle istruzioni operative impartite al dipendente, ritenendo che la condotta non esprimesse una carenza strutturale dell’organizzazione bancaria.

Nel decreto sono stati attentamente considerati anche i presidi tecnici e organizzativi dell’istituto. La Procura ha escluso un rimprovero per omessa o insufficiente organizzazione, descrivendo l’episodio come il risultato di un’elusione fraudolenta dei presidi di sicurezza, compiuta attraverso l’abuso della qualifica rivestita dall’ex dipendente.

La valutazione ha riguardato altresì i controlli predisposti a tutela del patrimonio informativo aziendale e della protezione dei dati della clientela, confermando la loro adeguatezza.

Le misure adottate da Intesa Sanpaolo: licenziamento e denuncia

Tra gli elementi richiamati nel provvedimento di archiviazione, è stata posta particolare enfasi sulla reazione tempestiva della banca a tutela della propria posizione e della clientela. L’ex dipendente, Vincenzo Coviello, è stato licenziato l’8 agosto 2024, e la denuncia nei suoi confronti è stata formalizzata nei giorni immediatamente successivi. La Procura ha evidenziato come tali azioni abbiano dimostrato la ferma volontà dell'istituto di dissociarsi dalle condotte illecite e di collaborare con le autorità.