Si apre il 30 settembre 2026, presso il tribunale di Ivrea, l'udienza preliminare per il grave procedimento giudiziario relativo alla tragica strage sul lavoro di Brandizzo, in provincia di Torino. Questo drammatico evento si verificò nella notte tra il 30 e il 31 agosto 2023, quando cinque operai della Sigifer, una società che operava in subappalto per Rfi, persero la vita dopo essere stati travolti e uccisi da un treno. Gli operai si trovavano sui binari per eseguire lavori di manutenzione essenziali, nelle immediate vicinanze della stazione ferroviaria.
Le vittime di questa inaudita tragedia sono state identificate come Kevin Laganà, di 22 anni, Michael Zanera, di 34 anni, Giuseppe Sorvillo, di 43 anni, Saverio Giuseppe Lombardo, di 53 anni, e Giuseppe Aversa, di 49 anni. La squadra di lavoratori era intervenuta sulla linea ferroviaria per svolgere le proprie mansioni e, poco prima della mezzanotte, gli operai erano già posizionati sui binari quando, in circostanze ancora da chiarire pienamente, sopraggiunse il convoglio ferroviario che li travolse. L'apertura di questa fase processuale, cruciale per l'accertamento delle responsabilità, giunge al termine di un'articolata e complessa indagine sviluppata nell'arco di circa tre anni.
Le richieste di rinvio a giudizio
La procura di Ivrea ha formalmente avanzato la richiesta di rinvio a giudizio per un totale di 21 persone, tra cui figurano dirigenti aziendali e rappresentanti societari, e per le persone giuridiche Rfi, Sigifer e Clf. Tra i nomi di spicco indicati nel procedimento giudiziario vi è Giampiero Strisciuglio, che all'epoca dei fatti ricopriva la carica di amministratore delegato di Rfi e che oggi è amministratore delegato del Gruppo Fs Italiane. Le accuse ipotizzate a vario titolo contro gli indagati includono il grave reato di omicidio colposo plurimo e quello di disastro ferroviario colposo, oltre a specifiche contestazioni legate alla violazione della normativa vigente in materia di sicurezza sul lavoro, un aspetto centrale dell'inchiesta.
Tra gli imputati figurano inoltre il caposcorta Rfi Antonio Massa e il caposquadra Sigifer Andrea Girardin Gibin, figure ritenute centrali nella dinamica degli eventi. Le tre società menzionate – Rfi, Sigifer e Clf – sono state coinvolte nel procedimento in qualità di persone giuridiche, ciascuna con un ruolo ben definito: Rfi è citata in quanto committente dei lavori, Sigifer come impresa incaricata dell'esecuzione delle opere in subappalto e Clf come appaltatore principale del contratto di manutenzione per l'intera area del Nord-Ovest.
La tesi accusatoria della procura
La ricostruzione degli eventi elaborata dall'accusa non si limita a considerare unicamente gli ultimi minuti che hanno preceduto l'arrivo del treno, ma estende la propria analisi a una più ampia e complessa catena di presunte omissioni e carenze strutturali.
La procura evidenzia, infatti, problematiche significative riscontrate nella prevenzione dei rischi, nel coordinamento delle attività operative, nella vigilanza sull'operato e nella formazione del personale coinvolto. Secondo la tesi accusatoria, uno degli elementi cruciali della tragedia sarebbe legato al fatto che gli operai erano entrati sui binari in un momento in cui la circolazione ferroviaria non era ancora stata formalmente interrotta, contravvenendo alle procedure di sicurezza stabilite.
L'udienza preliminare si svolge davanti al gup Mauro Cantone, il giudice chiamato a valutare le richieste di rinvio a giudizio. L'accusa è sostenuta congiuntamente dalle pubbliche ministere Valentina Bossi e Giulia Nicodemi, che operano sotto il coordinamento della procuratrice Gabriella Viglione, a capo dell'ufficio inquirente.