Studentesse e studenti della Rete degli Studenti Medi sono scesi in piazza il 26 settembre 2026 in diverse città italiane, da nord a sud, per manifestare contro il Dl Valditara. La mobilitazione, che contesta apertamente il provvedimento governativo, rivendica con forza un’idea di scuola pubblica inclusiva e realmente accessibile a tutte e tutti. La Rete degli Studenti Medi, attraverso questa azione, chiede pari diritti, accesso e inclusione, ponendo al centro il tema dell’accesso all’istruzione come un diritto fondamentale da garantire senza alcuna esclusione o discriminazione.
La protesta si concentra sulla ferma richiesta di una scuola che non discrimini e non escluda nessuno, un'istituzione capace di assicurare pari diritti e opportunità per tutti. L'obiettivo è contrastare attivamente le disuguaglianze e affermare la scuola come uno spazio vitale di crescita, partecipazione ed emancipazione per ogni studentessa e ogni studente. La Rete degli Studenti Medi lega questa ampia mobilitazione alla volontà di riportare con decisione al centro del dibattito pubblico il ruolo cruciale della scuola come strumento primario di emancipazione sociale e di riduzione delle disuguaglianze presenti nella società.
Le ragioni della mobilitazione studentesca
Angela Verdecchia, coordinatrice nazionale della Rete degli Studenti Medi, ha sottolineato con enfasi come la difesa della scuola pubblica rappresenti il punto focale e irrinunciabile della protesta.
La posizione espressa dalla coordinatrice evidenzia la necessità impellente e strategica di garantire a ogni ragazza e ragazzo la possibilità concreta di costruire il proprio futuro, assicurando loro le medesime opportunità di accesso ai diritti fondamentali e alla piena partecipazione alla vita scolastica.
La mobilitazione si pone in netta contrapposizione con le recenti dichiarazioni e l’operato del ministro Giuseppe Valditara e, più in generale, del Governo Meloni. Gli studenti hanno richiamato con forza l’articolo 34 della Costituzione italiana, citando la formula emblematica “La scuola è pubblica e aperta a tutti”, per sostenere una visione di scuola che non lasci indietro nessuno, che riconosca pienamente i diritti inalienabili degli studenti e garantisca a tutti la possibilità di partecipare attivamente e pienamente alla vita scolastica e sociale.
La protesta a Messina e il tetto del 30% di alunni stranieri
A Messina, la Rete degli Studenti Medi ha organizzato una specifica e significativa manifestazione in Piazza Unione Europea, di fronte a Palazzo Zanca, a partire dalle ore 16.00. L’iniziativa locale ha contestato con determinazione il decreto governativo che mira a introdurre un controverso tetto del 30% di alunni stranieri nelle classi italiane. Questa protesta messinese si inserisce pienamente nel più ampio quadro della mobilitazione nazionale contro il Dl Valditara, concentrando l’attenzione sul delicato e fondamentale tema dell’accesso alla scuola per gli studenti di origine straniera.
Federico Auditore, rappresentante della Rete degli Studenti Medi di Messina, ha indicato altri temi considerati prioritari,