Il 18 settembre 2026, Gennaro Spinelli, presidente dell’Ucri (Unione delle comunità romanès in Italia), ha raggiunto la vetta del Kilimangiaro. Dopo sette ore di marcia e 1300 metri di dislivello, Spinelli ha sventolato la bandiera romanì. Il gesto, accompagnato dal richiamo “Oprè Romà” (“alzate la testa Rom”), ha lanciato un messaggio di pace, coesione e orgoglio culturale per i rom.
La spedizione di Spinelli, con una cordata di quattro persone e 18 membri dello staff, è partita l’8 settembre 2026. Fino al 12, il gruppo si è preparato e acclimatato, scegliendo tra i sette percorsi quello più lungo e adatto.
L'ascesa e le condizioni estreme
Quattro giorni trascorsi tra i 4.000 e i 4.500 metri, con notti a -5/-8 gradi. L'attacco finale è scattato nella notte tra il 17 e il 18 settembre, dopo una finestra favorevole. Sveglia alle 23 del 17, partenza a mezzanotte del 18: sette ore di cammino fino alla vetta.
In cima, condizioni estreme: -20 gradi e vento forte. La discesa, fino a 3.000 metri, è avvenuta lo stesso giorno, per un totale di 16 ore tra salita e discesa. Il Kilimangiaro (5.895 metri, Tanzania) è la montagna più alta dell’Africa e delle Seven Summits.
Il valore della bandiera romanì
La bandiera romanì, con ruota rossa su campo azzurro e verde. Per Spinelli e l’Ucri, il gesto ha valore culturale e identitario, mirato a dare visibilità a popolo rom e sinti, valorizzarne la storia e promuovere riconoscimento cultura romanì, enfatizzando pace e coesione, cruciali per unità e orgoglio comunitario.