A Monfalcone, il 25 settembre 2026, l'attenzione si è concentrata su una studentessa di 16 anni, iscritta all’Isis Pertini, che ha scelto di presentarsi a scuola indossando il niqab. La giovane, nata e cresciuta nella città in provincia di Gorizia, ha descritto la sua come una scelta personale, affermando di sentirsi pienamente parte della vita scolastica e riassumendo la propria condizione tra i compagni con le parole: “mi sento integrata”. L'episodio si è verificato pochi minuti prima dell'inizio delle lezioni, con diversi gruppi di studenti radunati davanti ai cancelli dell'istituto.
La studentessa ha spiegato che, all'interno della sua religione, le modalità di abbigliamento possono variare significativamente: alcune persone optano per il velo tradizionale, altre scelgono di coprire anche il volto, mentre altre ancora preferiscono indossare abiti comuni come maglietta e jeans. Ha definito il niqab una decisione personale e libera, sottolineando come questa scelta non influenzi negativamente la sua vita sociale. Ha infatti precisato di avere numerose amiche, evidenziando che le sue amicizie non si limitano esclusivamente a ragazze di origine bengalese, ma abbracciano un contesto più ampio.
Il niqab a scuola e le procedure di riconoscimento
All’Isis Pertini, secondo quanto riferito dalla studentessa, sono complessivamente quattro le ragazze che indossano il niqab durante le ore scolastiche.
Per garantire la sicurezza e il rispetto delle normative, l'istituto ha implementato una specifica procedura di riconoscimento all'ingresso, che permette di verificare l'identità delle alunne. Poco dopo l'arrivo della sedicenne, altre due studentesse con il volto parzialmente coperto sono state viste varcare i cancelli, mentre un numero maggiore di ragazze indossava il velo tradizionale sul capo.
Il contesto di Monfalcone è particolarmente rilevante, essendo una città dove circa il 30% dei residenti possiede cittadinanza straniera, con una significativa prevalenza di persone provenienti dal Bangladesh. La studentessa ha ribadito il suo forte senso di integrazione nell'ambiente scolastico, collegando la sua esperienza quotidiana alla realtà dell'istituto.
Questa situazione si inserisce nel dibattito più ampio riguardante il nuovo decreto scuola, recentemente varato dal Consiglio dei ministri, che prevede l'introduzione di sanzioni per chi dovesse entrare in classe indossando il niqab o il burqa. Commentando la potenziale entrata in vigore di tale divieto, la ragazza ha espresso una posizione pragmatica: “Quando uscirà la legge - ha affermato - ci adegueremo”.
Il clima di integrazione tra i banchi di scuola
Il clima di convivenza all'interno dell'istituto è stato descritto anche da altre studentesse, che hanno confermato un processo di integrazione già ben avviato. Una studentessa del quarto anno, iscritta all’indirizzo socio-sanitario, ha sottolineato come l'integrazione sia una realtà in corso, evidenziando che i gruppi tra compagni si formano prevalentemente sulla base delle amicizie e degli interessi comuni, piuttosto che sulla nazionalità di origine.