Il Giudice per le Indagini Preliminari (Gip) di Torino ha stabilito la custodia cautelare in carcere per Camilla D'Alessandra, 24 anni, indagata per l'investimento di un bambino di cinque anni. La decisione, formalizzata nell'ordinanza emessa il 30 settembre 2026, alle ore 16:11, si fonda principalmente sul concreto rischio di inquinamento delle prove. Il giudice ha infatti evidenziato la possibilità che l'indagata possa entrare in contatto, anche in maniera indiretta, con persone ancora da ascoltare nell'ambito dell'inchiesta in corso.

Il provvedimento cautelare in carcere è stato ritenuto indispensabile anche per consentire lo svolgimento di ulteriori e approfonditi accertamenti, volti a chiarire la dinamica dei fatti.

L'ordinanza sottolinea come il potenziale contatto tra l'indagata e soggetti a conoscenza della vicenda possa seriamente compromettere l'attività investigativa. Si teme, in particolare, che possano essere concordate versioni dei fatti favorevoli alla posizione della ventiquattrenne, alterando così la genuinità delle testimonianze e la ricostruzione oggettiva degli eventi.

Il rischio di inquinamento probatorio e le motivazioni del Gip

Tra gli elementi che hanno rafforzato la convinzione del Gip circa il rischio di inquinamento probatorio vi sono anche le dichiarazioni rilasciate dalla stessa D'Alessandra in merito ai contatti intercorsi dopo l'episodio dell'investimento. La concretezza di tale pericolo è stata valutata alla luce dei rapporti personali esistenti tra le persone coinvolte e la facilità con cui potrebbero avvenire comunicazioni, sia dirette che indirette, con testimoni che non sono ancora stati sentiti dagli inquirenti.

Il giudice ha escluso la possibilità degli arresti domiciliari, ritenendo tale misura insufficiente a prevenire le potenziali interferenze. La disponibilità di strumenti telefonici e telematici, infatti, renderebbe estremamente difficile assicurare che Camilla D'Alessandra non possa comunicare con le persone ancora da ascoltare nell'ambito delle indagini. L'ordinanza ha inoltre posto in risalto un ulteriore e non meno grave aspetto: il pericolo di reiterazione di condotte violente. Per tutte queste ragioni, la custodia cautelare in carcere è stata individuata come l'unica misura adeguata a tutelare l'integrità dell'inchiesta e la sicurezza pubblica.

Le accuse e la convalida del fermo

A seguito della decisione del Gip del tribunale di Torino, Camilla D'Alessandra rimane in carcere.

La giovane è formalmente accusata di tentato omicidio e lesioni personali aggravate in relazione all'episodio dell'investimento del bambino di cinque anni, avvenuto in via Pinelli. La convalida del fermo è strettamente correlata ai già menzionati rischi: quello di inquinamento delle prove e quello di reiterazione del reato, elementi centrali nella valutazione del giudice.

L'udienza di convalida del fermo si è svolta antecedentemente alla pronuncia del Gip. Il procedimento giudiziario si concentra sull'episodio in cui il bambino è stato investito e sulle verifiche ancora in corso per definire con precisione la dinamica dei fatti. In questo contesto investigativo, la misura cautelare in carcere è stata considerata l'unica soluzione idonea a garantire il corretto svolgimento delle indagini e a prevenire ulteriori pericoli.