A Fiavè, in Trentino, tre alunni di quarta e quinta elementare si trovano esclusi dal servizio di trasporto scolastico. La loro abitazione, situata nella frazione di Stumiaga, dista infatti 960 metri dalla scuola primaria, ovvero 40 metri al di sotto della soglia minima di un chilometro stabilita dalla normativa provinciale per l'accesso ordinario allo scuolabus. Questa situazione ha generato un acceso confronto tra le famiglie coinvolte, il Comune e la Provincia, proprio alla vigilia dell'avvio delle lezioni, previsto per il 10 settembre 2026.

Le famiglie contestano fermamente l'esclusione, evidenziando come il percorso pedonale alternativo verso l'istituto includa un tratto della strada statale 421 privo di marciapiede. Questo segmento stradale è quotidianamente attraversato da mezzi pesanti, autobus e veicoli agricoli, rendendolo particolarmente pericoloso per bambini di quell'età. Per i genitori, la questione cruciale non è la mera distanza misurata, ma la sicurezza oggettiva del tragitto che i loro figli sarebbero costretti a percorrere per raggiungere il plesso scolastico.

La soglia del chilometro e le tempistiche di risposta

L'assessorato provinciale ai Trasporti ha ribadito l'esistenza della regola del chilometro, una normativa in vigore da oltre quindici anni, fissando il 10 ottobre come termine ultimo per la revisione delle richieste.

Tuttavia, le famiglie sollecitano un intervento risolutivo prima dell'inizio delle lezioni, che prenderanno il via il 10 settembre 2026. La comunicazione provinciale è stata resa pubblica l'8 settembre 2026, lasciando solo due giorni prima dell'avvio dell'anno scolastico. La distanza di 960 metri, sebbene di poco inferiore, esclude i bambini dal servizio, che è garantito solo oltre la soglia del chilometro.

Sul caso è intervenuta l'assessora provinciale all'Istruzione, Francesca Gerosa, che ha sottolineato l'importanza del trasporto scolastico, specialmente nelle aree più remote. Gerosa ha affermato che «il trasporto scolastico, soprattutto nelle realtà periferiche e nei territori di montagna, è per noi una priorità».

L'assessora ha evidenziato la necessità di bilanciare la definizione di regole e criteri per garantire equità e sostenibilità del servizio con una attenta valutazione delle caratteristiche concrete e della sicurezza dei percorsi.

Verifiche e ricerca di una soluzione per Fiavè

Per quanto riguarda la situazione di Fiavè, la Provincia ha già condotto verifiche approfondite sulla sicurezza del tragitto che i bambini dovrebbero percorrere per raggiungere la scuola. L'assessora Gerosa ha assicurato che gli uffici provinciali sono al lavoro per trovare rapidamente un riscontro positivo, che sia compatibile con l'imminente avvio delle lezioni.