Una madre di Zungri, in provincia di Vibo Valentia, ha lanciato un accorato appello pubblico, denunciando la grave e persistente mancanza di assistenza scolastica per la figlia quindicenne, affetta da una grave disabilità. La giovane studentessa, che ha appena iniziato a frequentare la prima classe della scuola secondaria di primo grado, si trova costretta a seguire le lezioni senza il supporto completo e continuativo, ritenuto indispensabile per le sue specifiche condizioni di salute. Questa situazione di profonda difficoltà è stata resa nota a Vibo Valentia il 23 settembre 2026, evidenziando la disperazione e la frustrazione della famiglia.
La donna ha spiegato che, negli anni scolastici precedenti, l'affiancamento delle figure professionali di supporto era stato comunque attivato, seppur spesso con ritardo rispetto all'inizio delle lezioni. Per l'anno scolastico in corso, tuttavia, la famiglia non ha ricevuto alcuna risposta concreta o rassicurazione, nonostante le numerose segnalazioni e le diffide formali inviate attraverso i propri legali alle istituzioni competenti. “Ad oggi non si è fatto sentire nessuno, come se di nostra figlia non importasse alcunché”, ha dichiarato la madre, sottolineando con forza l'urgenza di garantire alla figlia l'assistenza necessaria per tutta la durata dell'orario scolastico, affinché possa esercitare pienamente il suo diritto allo studio.
Le necessità assistenziali della studentessa
La ragazza necessita di assistenza continua e specializzata a causa delle sue complesse condizioni di salute, che includono tetraparesi discinetica, atrofia cerebellare progressiva ed epilessia. Utilizza stabilmente una carrozzina posturale personalizzata, essenziale per il suo benessere, e richiede supporto costante per l'alimentazione, che avviene anche tramite PEG, per il mantenimento della postura corretta, per la movimentazione, l'igiene personale e il cambio. La famiglia ribadisce con determinazione il diritto allo studio della figlia, affermando che la frequenza scolastica non può e non deve proseguire in condizioni di tale grave carenza di supporto, che compromette la sua dignità e la sua sicurezza.
La famiglia ha voluto evidenziare come le richieste per l'attivazione del supporto assistenziale siano state inoltrate con largo anticipo alle istituzioni preposte, ben prima dell'inizio dell'anno scolastico. Nonostante questa proattività, con l'avvio delle lezioni, la situazione è rimasta invariata, costringendo i genitori a rinnovare con insistenza il loro appello. La richiesta è chiara e perentoria: attivare immediatamente tutte le figure di sostegno e di assistenza necessarie a coprire le esigenze quotidiane della studentessa per l'intero orario scolastico, garantendole un ambiente sicuro e inclusivo, fondamentale per il suo percorso educativo.
Le richieste specifiche della famiglia per l'inclusione
La studentessa è regolarmente iscritta alla prima media dell'Istituto comprensivo Rombiolo-San Calogero-Cessaniti. I genitori hanno dettagliato le figure professionali indispensabili: un insegnante di sostegno per il numero di ore riconosciute, un assistente all'autonomia e alla comunicazione, e personale specificamente formato per gestire l'igiene, il cambio, la postura, l'alimentazione e la gestione della PEG. La famiglia definisce la situazione attuale come grave e inaccettabile, chiedendo un intervento immediato e continuativo da parte della scuola, del Comune di Zungri, dell'Ufficio scolastico e di tutte le istituzioni competenti. L'obiettivo primario è permettere alla giovane di frequentare la scuola in condizioni di sicurezza, dignità e reale inclusione, come sancito dal suo inalienabile diritto allo studio e alla partecipazione sociale.