Ilija Kosanke, 54 anni, noto al pubblico dei social media come William “Solo”, è comparso a Genova davanti al giudice Giorgio Morando per un interrogatorio preventivo cruciale nell'ambito di un'inchiesta complessa. L'indagine verte su presunti falsi incidenti e gravi ipotesi di truffa assicurativa. Durante l'udienza, svoltasi il 9 ottobre 2026, Kosanke ha ammesso di aver inscenato alcuni sinistri, ma ha categoricamente negato la sua responsabilità per la totalità dei 15 incidenti contestati. Ha inoltre fermamente respinto l'esistenza di una organizzazione stabile dedita a tali frodi.
Nel corso dell'interrogatorio, Kosanke ha depositato una memoria scritta e ha rilasciato dichiarazioni spontanee, un percorso seguito anche dalla sua compagna, che ha presentato una propria memoria difensiva.
Assistito dal suo legale, l'avvocato Rinaldo Romanelli, Kosanke ha cercato di ridimensionare il coinvolgimento di diversi altri indagati. In particolare, ha escluso che l'amico Marco Rossi fosse il suo “braccio destro”, come invece ipotizzato dall'accusa. La procura ha richiesto per entrambi, Kosanke e Rossi, la misura della custodia cautelare in carcere, sottolineando la gravità delle contestazioni. Rossi, infatti, è accusato, tra gli altri capi d'imputazione, di aver partecipato a due dei 15 incidenti ritenuti falsi e di aver reso falsa testimonianza, elementi che aggravano ulteriormente la sua posizione nell'inchiesta.
Le dichiarazioni sugli avvocati e la struttura dell'organizzazione
Un punto centrale dell'interrogatorio ha riguardato la posizione di due avvocati civilisti indagati. Kosanke ha escluso qualsiasi loro responsabilità, affermando con decisione: “Non c'entrano, gli passavo delle pratiche, ma non sarebbe stato mio interesse dir loro che gli incidenti erano finti”. Questa dichiarazione è fondamentale per la sua linea difensiva, che mira a smontare l'ipotesi accusatoria di una rete organizzata. Secondo la sua ricostruzione, infatti, non esisterebbe una struttura stabile o predefinita, ma piuttosto persone che, di volta in volta e in modo occasionale, si sarebbero prestate a simulare gli incidenti.
Questa versione contrasta nettamente con l'assunto dell'accusa, che ipotizza l'esistenza di un'organizzazione ben strutturata, finalizzata all'ottenimento sistematico di risarcimenti assicurativi attraverso sinistri fraudolentemente costruiti.
Nei giorni precedenti l'interrogatorio di Kosanke, anche i due avvocati civilisti coinvolti nell'inchiesta avevano respinto con fermezza gli addebiti mossi nei loro confronti, presentandosi davanti al giudice per le indagini preliminari Giorgio Morando. I legali, difesi dagli avvocati Giorgio Zunino e Andrea Boselli, hanno riconosciuto di conoscere Kosanke. Tuttavia, hanno sostenuto di essersi limitati a gestire le pratiche di risarcimento che ricevevano, senza essere a conoscenza del fatto che, secondo l'accusa, i sinistri in questione fossero stati simulati.
Per entrambi gli avvocati, coinvolti in tre episodi specifici contestati dall'accusa, il pubblico ministero Luca Scorza Azzarà ha avanzato la richiesta di una sospensione cautelare dall'esercizio della professione, evidenziando la serietà delle contestazioni a loro carico.
Il patrimonio e le contestazioni
Nell'ambito delle contestazioni mosse, lo youtuber ha altresì contestato la ricostruzione degli