Torino, 13 ottobre 2026 — Il sindaco Stefano Lo Russo è intervenuto sulle proteste e le occupazioni studentesche, distinguendo l'attenzione per la scuola pubblica dalla condanna dei danneggiamenti. In diretta radiofonica, ha compreso le ragioni della mobilitazione, ma ha respinto le azioni che arrecano danni a beni e strutture pubbliche, con costi di ripristino a carico della collettività.

La sua posizione si articola su due fronti: il riconoscimento della scuola pubblica come tema centrale e la critica a scritte sui muri e danneggiamenti alle infrastrutture.

Lo Russo ha sottolineato la contraddizione nel chiedere investimenti per la scuola e danneggiare proprietà pubbliche da riparare con fondi pubblici.

Danni e costi per la collettività

Lo Russo ha condannato i danneggiamenti con riferimento ai costi per la collettività: “Non difenderò mai alcun danneggiamento della cosa pubblica. Le strutture pubbliche sono di tutti e ogni volta che vengono danneggiate, il cittadino contribuente deve ripristinarle. Trovo illogico chiedere fondi per gli investimenti e danneggiare la proprietà pubblica che poi qualcuno deve pagare. Detto ciò, credo che questa protesta vada capita e interpretata, perché è una richiesta di attenzione verso la scuola pubblica.”

Il sindaco ha ribadito che la protesta studentesca, pur essendo una richiesta di maggiore attenzione per la scuola pubblica, è indebolita da atti come scritte sui muri e danneggiamenti alle infrastrutture.

Il suo intervento riguardava le proteste e occupazioni nelle scuole torinesi.

Il PNRR e il futuro degli investimenti scolastici

Lo Russo ha richiamato il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), ricordando la riqualificazione di circa 100 edifici scolastici. Ha però evidenziato la natura straordinaria del PNRR, sottolineando la necessità di investire stabilmente nell’edilizia scolastica anche dopo tali fondi, esprimendo preoccupazione per la continuità.

Per Lo Russo, portare scuola e sanità al centro del dibattito è una battaglia politica fondamentale. Ha concluso affermando che, sebbene la mobilitazione degli studenti sia utile, scritte sui muri e danni alle infrastrutture non rafforzano la protesta, ma la indeboliscono, compromettendone l'efficacia.