I Carabinieri di Tolmezzo, in provincia di Udine, hanno denunciato una donna di 50 anni, di nazionalità friulana, per furto aggravato. L'indagata, addetta ai servizi dell’obitorio di un ospedale provinciale, è accusata di aver sottratto una preziosa fede nuziale in oro giallo dalla salma di una donna di 93 anni, deceduta nel marzo 2026.
La scomparsa dell'anello è stata rilevata dai familiari della defunta durante la veglia funebre, avvenuta nelle camere mortuarie poco prima della chiusura del feretro. Tale scoperta ha innescato gli accertamenti dei militari dell’Arma, i quali hanno seguito la traccia del gioiello fino a un compro oro situato nella stessa provincia.
La vendita del gioiello e l'identificazione
Dall'analisi dei registri dell’attività commerciale è emerso che la fede nuziale era stata venduta per 340 euro proprio alla vigilia delle esequie della 93enne. La transazione è risultata collegata a una donna che è stata successivamente identificata come l’operatrice incaricata della custodia della salma e addetta alle operazioni di vestizione.
L’identificazione del monile è stata ulteriormente confermata dalla specifica incisione interna: sulla fede erano chiaramente leggibili il nome del coniuge della defunta e la data delle nozze, "2-8-75". Questo dettaglio cruciale ha permesso di stabilire un collegamento inequivocabile tra l’anello ritrovato e quello appartenuto alla donna deceduta.
Le indagini e la denuncia
Le verifiche investigative sono state meticolosamente condotte dai Carabinieri della Stazione di Tolmezzo, su delega della Procura della Repubblica di Udine. Al termine di un'accurata serie di accertamenti, la 50enne friulana è stata formalmente denunciata in stato di libertà per l'ipotesi di furto aggravato.
L'episodio si è verificato all'interno dei servizi dell’obitorio di un ospedale provinciale, dove la donna denunciata operava con mansioni legate alla vestizione e alla custodia delle salme. Il furto contestato si concentra su un unico oggetto di valore affettivo e materiale: la fede nuziale in oro giallo, la cui traccia è stata ricostruita grazie alla documentazione fornita dal compro oro.
La scoperta dei familiari
I familiari della 93enne hanno avuto un ruolo fondamentale nel rilevare l’assenza della fede nuziale durante la veglia funebre, tenutasi nelle camere mortuarie. Questa scoperta, avvenuta poco prima della definitiva chiusura del feretro, ha rappresentato il punto di partenza per gli accertamenti sull’anello. La successiva ricostruzione si è focalizzata sul percorso del gioiello a seguito della sua sparizione dalla salma.
La documentazione dell’attività commerciale ha fornito dettagli precisi, indicando la data della vendita, avvenuta alla vigilia delle esequie, e l’importo corrisposto per il gioiello.