Circa 600 studenti hanno partecipato a Cagliari, la mattina del 16 ottobre 2026, al “No Meloni Day”, con un raduno in piazza Garibaldi e un corteo diretto verso il palazzo del Consiglio regionale, in via Roma. La mobilitazione ha attraversato il centro del capoluogo sardo con musica, cartelli, striscioni e cori. Lo slogan principale della protesta è stato “Soldi alla scuola, non alla guerra”. In apertura della sfilata è comparsa una grande bandiera dei Quattro Mori.

La protesta cagliaritana si è svolta nel quadro delle iniziative convocate nella Penisola con lo stesso nome.

Gli studenti hanno collegato la mobilitazione al carovita, alla condizione degli edifici scolastici e alla mancanza di docenti. Tra i temi indicati dagli organizzatori rientra anche la cosiddetta “scuola caserma”, riferita al tetto agli studenti stranieri e a misure repressive o discriminatorie. Nel corteo sono comparsi anche slogan rivolti alla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e al ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara.

Il percorso della mobilitazione nel centro di Cagliari

Il concentramento è avvenuto in piazza Garibaldi, da dove il corteo si è mosso verso piazza Costituzione e poi verso il Consiglio regionale. La partenza è stata collocata dopo il raduno degli studenti, riuniti dalle nove del mattino, con ragazzi e ragazze provenienti da più istituti del Cagliaritano.

In piazza erano presenti anche presidi della Digos e dei carabinieri per il servizio di ordine pubblico legato alla manifestazione.

Durante una sosta in piazza Costituzione sono esplosi alcuni petardi. Gli studenti e gli organizzatori hanno prontamente preso le distanze dall’episodio, cercando di allontanare chi intendeva disturbare la manifestazione. Il corteo è proseguito accompagnato da musica e slogan. Gli striscioni hanno richiamato il finanziamento delle scuole, il rifiuto delle guerre e la difesa degli istituti, mentre altri cori hanno collegato scuola e lavoro al tema della sicurezza.

Le principali richieste degli studenti

Gli organizzatori hanno indicato come punto centrale della protesta la condizione delle scuole.

La loro denuncia riguarda edifici definiti fatiscenti, la cronica carenza di docenti e misure considerate repressive o discriminatorie. Gli studenti chiedono un'istruzione più sicura, equa e adeguatamente finanziata.