A Trieste, il 3 ottobre 2026, un gruppo di bagnanti ha lanciato una petizione per sollecitare la riapertura e il mantenimento dell'accesso libero al moletto di Miramare. Questa iniziativa nasce dalla chiusura, decisa dal Comune di Trieste, di un punto di balneazione storico, situato in prossimità del parco del castello di Miramare, che fino a pochi mesi fa garantiva la libera fruizione del mare.
L'appello, promosso dagli “amici del moletto”, si concentra su un tratto della Riviera di Barcola di grande valore per la fruizione pubblica del litorale.
La petizione è stata indirizzata al Consiglio comunale, e i promotori hanno convocato stampa e cittadini nell'area tra il Bagno Sticco e l'ingresso del Parco di Miramare. La richiesta centrale è il ripristino dell'accesso libero e gratuito, con l'obiettivo di preservare il moletto come spiaggia pubblica.
Le richieste chiave e la controversia sulla chiusura
La petizione sollecita che il moletto rimanga pienamente disponibile per la balneazione libera e che qualsiasi futuro intervento sull'area non comprometta l'accessibilità pubblica. I firmatari evidenziano che il cancello d'ingresso è stato chiuso con un lucchetto e che un avviso generico di divieto d'accesso è stato affisso. Viene inoltre sottolineata l'assenza, su tale avviso, di riferimenti a specifiche ordinanze o provvedimenti comunali che giustifichino la chiusura.
Tra le ulteriori richieste, spicca la necessità di eseguire lavori di ristrutturazione e messa in sicurezza, resi urgenti dai danni causati dalle mareggiate del 2023. I promotori auspicano che l'area non sia oggetto di concessioni o gestioni a terzi che possano restringerne la libera fruizione. Erica Valente, portavoce dei promotori, ha ricordato gli impegni presi pubblicamente dal sindaco Roberto Dipiazza riguardo alla questione.
Il dibattito politico e gli interventi dei consiglieri
Alla conferenza stampa tenutasi davanti al moletto hanno preso parte anche alcuni consiglieri comunali. Riccardo Laterza, consigliere di Adesso Trieste, ha sollevato interrogativi sulla possibile destinazione dell'area a zona protetta del WWF, un'ipotesi emersa da alcune dichiarazioni del Comune e adiacente alla zona in questione. Laterza ha richiesto chiarezza, sostenendo che “balneazione e attività didattiche” possano coesistere.