Il lungo periodo di sole le disidrata quindi loro cercano rifugio e trovano protezione all'interno della loro conchiglia. Lente e silenziose si sono adattate alla vita di terra pur conservando una forte dipendenza dall'acqua. È proprio dopo il classico acquazzone estivo che le vedi "venir fuori" impavide con le antenne tese e tutta la loro intraprendenza anche se difficilmente riesci a coglierne i loro impercettibili movimenti. Parliamo delle lumache (o chiocciole, babbaluci in dialetto palermitano) timide e caute abitano prati e giardini.

Proprio durante il festino di santa Rosalia, il 14 luglio di ogni anno, a Palermo si prepara il tradizionale piatto di "babbaluci" e lungo le strade di Palermo, qualche giorno prima e nei punti più strategici, si possono trovare i venditori di lumache che espongono i loro sacchi di iuta.

Ingredienti:

  • 1 kg di lumache
  • 4 spicchi d’aglio
  • olio d’oliva
  • prezzemolo
  • sale
  • pepe nero (quanto basta)

Preparazione

Mettere i babbaluci in una bacinella con tanta acqua e lasciarli spurgare per tante ore (tutta la notte). Il giorno dopo sciacquarli abbondantemente e metterli in una pentola fino a coprirli per più di quattro dita, cuocerli a fiamma molto bassa portandoli ad una lenta ebollizione. A proposito della lenta ebollizione... i veri "tradizionalisti" palermitani usano circondare e cospargere i bordi della pentola con del sale, quest'ultimo evita il lento "tentativo di fuga" durante la cottura.

La lenta cottura li porta ad uscire la testa dal guscio (questo permetterà di mangiarli agevolmente).

Versiamo i babbaluci in un colapasta e risciacquiamoli nuovamente, nel frattempo in un grande padella facciamo soffriggere dell'aglio a pezzetti nell'olio di oliva e una volta fatto ciò, versiamo e lasciamo insaporire le nostre lumache con l'aglio soffritto, aggiungiamo il prezzemolo tritato e aggiungiamo pepe nero macinato quanto basta. Si consiglia di tenere i babbaluci in frigo e servirli freddi.

Riflessioni

Elementi e caratteristiche che distinguono in modo positivo il nostro piccolo animale li troviamo in un racconto di Sepulveda che, seppur rivolgendosi ad un pubblico di bambini o ragazzi, tende ad arrivare e far breccia nel cuore e nella testa del pubblico adulto. (Dal libro Storia di una lumaca che scoprì l'importanza della lentezza)

Il mio consiglio personale è di leggerlo con gli occhi di un bambino...

quello che risalta dal racconto è il tempo, la lentezza, il gruppo, la distanza... la caparbietà del singolo che crede in ciò che è e in ciò che è giusto fare. In tutti noi anche se "lenti" vi sono aspetti positivi e fondamentali che ci contraddistinguono sempre.