Una sera, stanca della monotona routine quotidiana, la principessa Isabelle si allontana dal palazzo reale alla ricerca di un pò di avventura. Imbattutasi in Jack, un comune popolano (di cui si innamorerà), ha una sorpresa tanto incredibile quanto inattesa: alcuni misteriosi fagioli di Jack, entrati casualmente in contatto con dell'acqua, producono una pianta talmente colossale da poter raggiungere il cielo (e portare via con sè l'attonita fanciulla).
Seppur non volendolo, Jack ha (ri)creato un ponte tra il suo mondo e quello di una temibile stirpe di giganti, riaccendendo così un'antica guerra.
Come se tutto ciò non bastasse, ci metterà del suo anche il perfido consigliere del re Lord Roderick, che, sfruttando il caos venutosi a creare, tenterà di impossessarsi del potere del sovrano.
Anche se poco fedele alla fiaba da cui trae spunto (Jack e il fagiolo magico), "Il cacciatore di giganti" (nelle sale dal 28 marzo) è una godibilissima storia di pura evasione - impreziosita tra l'altro da uno strepitoso 3D - e, a pieno diritto, può essere inserita tra le migliori prove del regista Bryan Singer ("I soliti sospetti", "X-men"). Inoltre può essere considerata senza timore di smentita quale una delle migliori trasposizioni cinematografiche di celebri favole degli ultimi anni (ancor più riuscita, con ogni probabilità, di Alice in Wonderland" e dei due "Biancaneve").
Per quanto riguarda gli attori, buona parte dei ruoli principali è stata assegnata a giovani artisti relativamente poco noti (Nicholas Hoult è Jack e Eleanor Tomlinson è Isabelle, per esempio) ma non mancano affatto anche gli interpreti "di richiamo" (Ewan Mc Gregor è l'onesto e impavido Elmont e Stanley Tucci è il losco Lord Roderick).
Concludendo, ci sarebbero almeno tre ottimi motivi per gustarsi quest'opera al cinema: 1) Guardare un film ricco d'avventura e romanticismo non guasta mai; 2) Numerose riprese - supportate dalla Epic Red, una nuova cinepresa ad altissima risoluzione - lasciano letteralmente a bocca aperta; 3) Gli effetti speciali sono tra i più curati dell'intero filone favolistico.