Lucio Dalla ha lasciato un grande vuoto nel cuore di chi ha amato la sua musica in questi anni. Solo un anno fa, in quel di Montreaux, dove si sarebbe dovuto esibire, il suo cuore ha smesso di battere, quello stesso cuore che insieme al suo cervello ha partorito alcune delle canzoni più indimenticabili del cantautorato italiano, da "L'anno che verrà" ad "Attenti al lupo", passando per "Canzone", "Caruso" e "Piazza Grande".

Lunedì prossimo, 4 marzo 2013, sarebbe stato il suo 70esimo compleanno e proprio la sua piazza Grande si ritroverà a ripercorrerne il ricordo con un grande concerto gratuito, come riportato da Il Sole 24 Ore.

Tanti gli artisti che si avvicenderanno sul palco: si parla, tra gli altri, di Pino Daniele, Marco Mengoni, Renato Zero, Zucchero e gli Stadio. Lucio Dalla era parte integrante della sua Bologna, di quella città in cui i portici si riscaldano di chiacchiere e di quotidianità, quella stessa città che ogni giorno lo commemora, precisamente alle 18 all'angolo tra via D'Azeglio e piazza dei Celestini, luogo in cui si può ascoltare una sua canzone.

Perché tutti hanno nella testa una canzone di Dalla, magari ne storpiano inconsapevolmente il titolo, e "L'anno che verrà" diventa "Caro amico, ti scrivo", da "Caruso" si passa a "Ti voglio bene assaje" e "4/3/43" diventa "Gesù Bambino".

La grandezza di un artista è tale da riuscire a penetrare con forza nell'immaginario collettivo e l'azione inconsapevole di Dalla fu proprio questa, non solo farci innamorare dei suoi versi e delle sue note, ma anche farci riflettere sul mondo circostante, fatto molto spesso di paradossi e di luoghi comuni da sfatare.

Come un guru, Dalla ha guidato gli italiani attraverso emozioni e sentimenti comuni. E come ogni vero grande artista, resterà immortale in tutti coloro che riusciranno a intonare un suo ritornello.