Traghettarsi al Cinema per guardare un film francese, oggi non è più un momento in cui le nicchie culturali confrontandosi sulla belle epoque prendono il sopravvento. Il rendez vous (rassegna di cinema francese in Roma) e la svolta di registi come Luc Besson, produttori di film a largo consumo, hanno sicuramente agevolato questo processo ancora un po inesplorato per lo spettatore italiano medio, legato perlopiù alla tradizione cinematografica americana e quella nostrana.

Non a caso proprio la Palma d’Oro quest’anno ha voluto premiare un regista tunisino-francese (Abdellatif Kechiche ) per il suo film sul trionfo dell’amore, richiamando fortemente un’attrazione verso una cultura, con la compresenza sempre gradita al pubblico, di un richiamo nostalgico alle narrazioni di Gorge du Murier.

L’impressionismo cinematografico di questi autori, anche nei più emergenti, partendo se vogliamo anche da Svengali, al Fantasma dell’opera, alle commedie attuali , dove vi è sempre l’accostamento tra viaggio onirico e realtà, si attualizza dagli anni Quaranta, quando il neorealismo in Francia prende d’assalto anche le produzioni cinematografiche.

Lo stesso film Quasi amici per la regia di Olivier Nakache e di Eric Toledano (2012), resta ancorato alla tradizione di una commedia fresca, brillante ma allo stesso tempo di richiamo alla politica sociale. Forse è per questo che le nostre sale, ultimamente sentono la necessità sempre più forte, di quell’accostamento ironia-realtà socio culturale. Complimenti ai vincitori della Palma d’Oro e al nostro pubblico sempre più attento alle sfumature cinematografiche, e al proprio percorso introspettivo, un po sulla scia dell”Ospite inatteso”, film francese di grande qualità che suggerisco ad un pubblico attento.