Nell'Angelus di oggi 14 luglio da Castelgandolfo, papa Francesco ha sottolineato l'importanza dell'accoglienza del prossimo.
Giunto a Castelgandolfo in auto e non in elicottero, il papa ha recitato la preghiera mariana affacciandosi direttamente dal portone del Palazzo Apostolico e non dal balcone del cortile interno, come è usanza. Del resto, papa Francesco scardina tutte le tradizioni.
Prima della recita dell'Angelus il papa ha commentato la parabola del buon samaritano, stigmatizzando l'atteggiamento di sacerdoti e leviti che lasciano il povero malcapitato per strada mentre un samaritano (cioè una persona disprezzata secondo il pensiero dell'epoca) è un vero e proprio esempio dell'amore per il prossimo.
Papa Francesco ha sottolineato che Dio vuole la misericordia e non la condanna. È difficile non leggere queste parole alla luce della sua recente visita a Lampedusa, dove approdano persone che spesso sono disprezzate...
Oggi, inoltre, si celebrano i quattrocento anni della morte di San Camillo de' Lellis, fondatore dell'Ordine dei Chierici Regolari Ministri degli Infermi, patrono dei malati, degli ospedali e del personale ospedaliero. È in quest'ottica che papa Francesco ha augurato ai medici e agli infermieri di tutto il mondo di essere animati dallo stesso spirito di san Camillo.
Infine, papa Francesco ha ricordato la Giornata Mondiale della Gioventù che si terrà a Rio de Janeiro nei prossimi giorni.
Colpito dall'entusiasmo dei presenti, papa Francesco ha sottolineato come in piazza ci fossero sì tanti giovani, ma che tutti i presenti erano giovani di cuore!
Conclusa la recita dell'Angelus, il papa ha formulato i saluti a vari gruppi e, sottolineando come domani sia la festa di san Bonaventura, patrono di Albano Laziale (la diocesi in cui c'è il Palazzo Apostolico) ha scherzato dicendo: "Vorrei mandarvi una torta, ma tanto grande non so se la fanno!".