Come ogni anno, fra pochi giorni si festeggia la festa della donna: l'8 marzo, data ormai entrata nella coscienza collettiva come giorno riservato alle donne, è il giorno che si colora del giallo delle mimose, fiore simbolo di questa festa.

L'8 Marzo le donne si scatenano in cene, feste per sole donne, manifestazioni, convegni, rivendicazioni e quant'altro. L'uomo da parte sua deve ricordarsi di rendersi invisibile e regalare la mitica mimosa alle proprie donne, incombenza che, se dimenticata, gli può creare non pochi problemi.

Ma, tralasciando la parte goliardica, analizziamo la parte storica e più importante di questa festa della donna dell'8 Marzo.

Il tutto nasce per merito delle operaie newyorkesi che, il 22 novembre 1908, iniziarono una grande protesta di quasi tre mesi. In seguito, il 27 febbraio, fu celebrato il "Woman's day".

In Italia la festa delle donne arrivò in seguito, nel 1922, per volontà del Partito comunista d'Italia e dopo varie vicissitudini, tra guerre e Fascismo, si riprese il festeggiamento di questa ricorrenza l'8 Marzo 1946, alla fine del conflitto mondiale, e fu celebrata in tutta l'Italia. In questa occasione ebbe inizio anche la simbologia della mimosa come segno della festa, fiore che fiorisce proprio nei primi giorni di marzo, secondo un'idea di Teresa Noce, di Rita Montagnana e Teresa Mattei (donne componenti la Costituente e attiviste del Partito Comunista)

Infine il 1975 fu deciso fosse considerato "Anno Internazionale delle Donne" dalle Nazioni Unite e l'8 Marzo le organizzazioni femminili celebrano in tutto il mondo proprio la giornata internazionale della donna, così da quell'anno anche le Nazioni Unite riconobbero nell'8 marzo la giornata dedicata alla donna.

Non solo mimose e strip-man dunque, ma un percorso sofferto di conquista di diritti da parte delle donne di tutto il mondo, lavoratrici, mamme, sindacaliste, femministe. Una lotta lunga e dura di quella metà del cielo che, nonostante sia fondamentale per la vita, sia capace di subire e sopportare per amore enormi ingiustizie, ancora oggi in tutto il mondo non viene rispettata e riconosciuta con dignità e diritti pari all'uomo.

Perciò, uomini di buona volontà, non limitiamoci a scanzonare o regalare una mimosa, ma aiutiamo le nostre madri, le nostre compagne, le nostre figlie, insomma le nostre meravigliose donne a raggiungere quella fetta del cielo che compete loro.