L'ultimo singolo di Shakira, in collaborazione con la collega Rihanna, "Can't remember to forget you" ha fatto molto discutere in questi giorni, dai paesi arabi al politico colombiano Marco Fidel Ramirez.
Molti utenti arabi, nei giorni scorsi, hanno organizzato una vera e propria campagna di boicottaggio per ostacolare la diffusione del videoclip. Una campagna anti-Shakira, accusata di promuovere i rapporti omosessuali. Una valanga di critiche.
Ecco cosa ha dichiarato al-Arabiya Fadi Haddad, artista libanese autore di videoclip, ad una tv satellitare: "E' un video musicale da lesbiche che va oltre ogni limite".
La campagna anti-Shakira sul web e sui social network è stata accompagnata da una serie di hashtag relativi: #lesbica, #sesso e #lussuria.
La ragione di tante polemiche va letta nel contesto culturale musulmano che non vede di buon occhio l'omosessualità. 78 Paesi musulmani, inoltre, considerano addirittura l'omosessualità un vero e proprio reato, da punire con la pena di morte. Tra questi: Iran, Yemen e Arabia Saudita.
Ma le critiche non sono giunte solamente dai Paesi Arabi. Anche il politico colombiano Marco Fidel Ramirez ha persino lanciato una campagna per bandire il video dalle tv del Paese. Secondo il politico, infatti, il videoclip rappresenta un pericolo per i giovani, mettendo in mostra atteggiamenti lesivi per i bambini.
Ramirez ha lasciato delle dichiarazioni alla CNN, sottolineando il fatto che il video promuove l'immoralità attraverso immagini che non contribuiscono alla crescita armonica dei giovani. Anche Ramirez ha lanciato un hashtag appositamente creato per diffondere la polemica: #PeligroVideoShakira.
La risposta di Shakira non si è fatta attendere e può essere semplicemente racchiusa in una frase lanciata sui social network dalla cantante: "Non è colpa mia se Shakira e Rihanna sono troppo hot. Fatevene una ragione."