Il tanto temuto, odiato e contestato numero chiuso alla facoltà di Medicina resta. Il Ministro dell'istruzione Stefania Giannini, in queste settimane anche alle prese con la nuova riforma della Scuola, ha annunciato le novità che riguarderanno il fatidico Test alle Commissioni riunite Cultura e Affari sociali. Più che novità però, dovrebbero essere chiamate conferme, con l'unica eccezione del fatto che il Test torna agli inizi di settembre e non si farà come lo scorso anno in primavera. Ipotesi che era balenata anche per quest'anno, ipotizzando il test tra le stagioni primaverile ed estiva. Bocciata anche l'ipotesi di un sistema alla francese, ossia iscrizione accessibile per tutti e poi blocco dopo il primo anno per quanti non superano un tot di esami.

Una scelta certo meritocratica, ma che sarebbe costata molto in termini di docenti e di aule, considerando l'alto numero di iscritti a fronte di quello ridotto di oggi. Comunque alcune novità ci sono, vediamole di seguito.

Le novità

Se è saltata la novità più attesa, ossia la soppressione del Test, restano in ballo alcune novità, quali l'incremento delle borse di studio, con la possibilità, anche se sarebbe meglio dire necessità, di dividerne i relativi finanziamenti con le Regioni. Si pensa poi di ridurre la lunghezza delle specialistiche di un anno, al fine di far coincidere il numero dei laureati in Medicina con quello dei posti disponibili nelle scuole di specializzazione. Queste ultime dovrebbero presto essere rivoluzionate: si pensa infatti a una drastica riduzione, con l'accorpamento di ben nove tipologie di classi, accorciate poi di un anno.

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La riduzione delle ore passate sui libri sarà colmata con una maggiore pratica. Si pensa anche a corsi di orientamento nelle scuole superiori stesse con test autovalutativi.

I dati spropositati tra aspiranti e posti disponibili

Vedremo cosa cambierà in futuro. Certo che i numeri tra chi aspira ad un camice e quelli disponibili è ancora troppo sproporzionato. Si pensi che, secondo gli ultimi dati del Miur, a fronte di 63mila candidati per quest'anno accademico, c'erano solo 10mila posti disponibili. E ancora, per ottomiladuecento posti aperti per le specialistiche, vi erano dodicimila aspiranti laureati. A questi dati si dovrà prima o poi dare una risposta.