Sembra che il 2016 sia l'anno che vedrà la realizzazione di uno dei sogni professionali di Martin Scorsese: portare sul grande schermo la trasposizione cinematografica del romanzo capolavoro dello scrittore giapponese Shusaku Endo pubblicato nel 1966, Silence, nel quale si descrive il tormentato rapporto tra cultura nipponica e cristianesimo.Il regista ha deciso di dedicarsi alle riprese di questo film solo dopo aver terminato The Wolf of Wall streetcon Leonardo di Caprio, uno degli attori più amati di Hollywood.

Un progetto nato nel 2009

Già nel 2010 e per tutto il 2011, per svariati motivi, i lavori sono stati interrotti.

Giungiamo così al 2012: il regista avanza l'idea di strutturare il film in 3D. Nel maggio dello stesso anno Vittorio Cecchi Gori mette il progettotra i prossimi film che avrebbe dovuto realizzare per conto della sua società. Da questo momento tra regista e produttore iniziano a sorgere delle incomprensioni dovute a questioni contrattuali. Scorsese smentirà tali voci dicendo che si è trattato di una bufala mediatica.

Aprile 2013: Scorsese dichiara che le riprese di Silence inizieranno nel 2014. Il mese successivo Andrew Garfield (attore interprete dell'ultimo Spiderman) e Ken Watanabe si uniscono al cast: quest'ultimo sarà poi sostituito da Tadanobu Asano. Due mesi dopo la Paramount Pictures acquisisce i diritti di distribuzione.

Purtroppo il cast di Silence diviene spettatore inconsapevole di un tragico evento: il 30 gennaio 2015 il tetto di un edificio negli studi CMPC di Taiwan crolla, provocando la morte di uno dei dipendenti e due feriti.

Il film verrà presentato in anteprima al Festival di Cannes 2016.

Un viaggio affascinante ma sorprendentemente tragico

La pellicola conduce lo spettatore in un viaggio a ritroso nel tempo giungendo sino al 1633 a Nagasaki. Qui troviamo Cristovo Ferreira, padre gesuita il quale, da anni, si batte in Giappone per diffondere il Cristianesimo. A Roma giunge, inaspettata, la notizia che padre Ferreira ha rinnegato la propria fede divenendo un apostata.

In suo aiuto, la Compagnia di Gesù invia due giovani fratelli: Sebastian Rodrigues e Francisco Garrpe. Essi compiranno delle indagini nella Chiesa locale rimanendo dolorosamente stupiti dalla dura realtà del Giappone, in particolare dal truce trattamento che le autorità giapponesi riservavano ai cristiani: questi ultimi erano costretti a calpestare le immagini sacre, coloro che si rifiutavano venivano torturati ed uccisi, chi accettava veniva rifiutato dalla comunità cristiana e da quella giapponese.

Martin Scorsese si lancia in un lavoro che presenta caratteristiche molto lontane dal suo solito stile che potremmo definire urban style: come lui stesso ha dichiarato, non si tratta di un "film urbano" tra edifici ed ingorghi stradali. Qui è il Cinema che si pone a servizio della natura o, se si vuole, è la natura che si pone al servizio del cinema, offrendo un'esperienza di immersione completa.

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