Giovedì 14 gennaio a Bologna, l’ ONO Arte (Arte, Macro ) Contemporanea in collaborazione con Alejandra Matiz , presenta la mostra fotografica del fotografo colombiano Leo Matiz che, con i suoi scatti, è riuscito a catturare un immagine così intensa quanto reale come quella dell’artista messicana Frida Kahlo.Matiz ci regala nei suoi scatti un ritratto intimo della loro amicizia che per anni li ha tenuti uniti e quasi tutte le foto esaminano la figura di Frida , ripresa nel suo quartiere Coyoacan a Città del Messico.

Frida Kahlo: chi è?

Frida nasce a Coyocan nel 1907 e già nel periodo adolescenziale mostra una personalità molto forte, con un talento artistico speciale e uno spirito passionale e indipendente; fino al 1925 per lei l’arte rappresenta una distrazione dallo studio. Nel 1922 si incontra con Diego Rivera, già noto in Messico, nella scuola frequentata da lei.La vita di Frida il 17 settembre del 1925 cambia del tutto dopo un incidente stradale, che la trascina in uno stato profondo di solitudine permettendole di usare esclusivamente l’arte come finestra sul mondo e facendole rappresentare in quasi tutti i quadri la propria immagine.

Frida Kahlo: il matrimonio

Nel 1928 decide di sottoporre all’attenzione di Rivera la sua arte, scoppia la passione e l’amore tra i due che,influenzandosi reciprocamente in campo artistico, si sposano e si trasferiscono negli Stati Uniti potenziando la loro arte e il rifiuto da parte dell’opinione pubblica che definisce l’arte di Rivera uno spietato inganno nei confronti dei capitalisti che hanno commissionato il suo lavoro.Tornati in Messico nel 1941 Breton, il padre del surrealismo, porta Frida a Parigi per esporre in una mostra il suo stile moderno rischiando di mettere in ombra il genio di Rivera.

A sua immagine

Le foto di Matiz, giornalista colombiano nato a Macondo, città del grande artista Gabriel Garcia Marquez, raccontano questa magnifica storia e la storia di un lontano Messico, pieno di rivoluzione e guerra, di gioia e speranza e Frida nel suo immaginario rappresenta l’interiore e Diego la umile bellezza.

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