David Bowie annuncia l’uscita del suo nuovo disco "Blackstar". E’ più felice perché è il suo sessantanovesimo compleanno oppure perché ha lanciato il suo ventottesimo album in studio oggi? Chi lo sa... Ma sicuramente dobbiamo fare i complimenti a prescindere a questo artista eterno, uscito ormai da una pessima condizione di salute.

"Sta succedendo ora…”

Già nel novembre scorso l’anteprima del brano "Blackstar" aveva raccolto consensi unanimi dal pubblico e dalla critica, mentre ora siamo alle prese ufficialmente con tutto il disco. Pochi brani, sette, ma tutti convincenti con pochi passaggi a vuoto.

Una quarantina di minuti in totale, eppure è un disco molto vario e soddisfa sia gli amantidella sperimentazione che del pop. E’ il suo lavoropiù riuscito da "Outside" (uscito ormai venti anni fa, nel 1995) in poi, che forse era stato l’ultimo colpo di coda dell’artista. La produzione è affidata a Tony Visconti, famoso discografico americano, che ha prodotto molti album di Bowie, tra cui quelli della trilogia berlinese ("Heroes", "Low" e "Lodger").

I brani

Nel disco Bowie si avvale di bravissimi musicisti provenienti dal mondo del jazz, riuscendo a creare questa intrigante miscela di pop sofisticato e sperimentale. Ed è forse proprio questa la grande novità: far suonare rock e pop da musicisti jazz.

La title-track è un sontuoso brano diviso in vari momenti e diverse situazioni sonore, accompagnato da uno stupendo videoclip. E’ il brano più sperimentale del disco, nonché quello più lungo, dura quasi dieci minuti. "'Tis a Pity She Was a Whore" è un brano pop più movimentato, con un linguaggio smaccatamente esplicito, con una bella intro di batteria.

"Lazarus" è stato scelto come secondo singolo dopo "Blackstar", molto autobiografico (“So pull up the sheets against the passing time...”): è’ una splendida ballata romantica, con il sax in primo piano. Esiste uno splendido videoclip, decisamente meno di impatto e impressionante rispetto a Blackstar, ma comunque ben riuscito.

Una prima versione di "Sue (Or in A Season Of Crime)" era già uscita nel 2014 ed il brano ha una forte caratterizzazione sperimentale ed evocativa. "Girl loves me" è una marcia accattivante, dove Bowie offre una splendida interpretazione vocale. "Dollar day" è meravigliosamente malinconica e riprende le atmosfere di Lazarus mentre "I can't give everything away" strizza l’occhio a vecchi successi di Bowie come "Thursday's Child" e "A new career in a new town", brano delicato e suggestivo.Forse "Blackstar" è il disco che Bowie non è riuscito a fare tre anni fa con (seppur buono) "The next day". “Ormai mi sono lasciato la malattia alle spalle e il meglio deve ancora venire…”, così ha dichiarato Bowie in una recente intervista. Lunga vita al Duca!