Umbria Jazz edizione 2016 si conferma ancora una volta come uno dei più prestigiosi festival europei. Sebbene i numeri registrino un leggero calo rispetto all'edizione dell'anno precedente (32 mila spettatori paganti invece che i 35 mila del 2015; incasso di 1,2 milioni di euro a fronte del milione e mezzo dell'anno scorso), la manifestazione ha coinvolto oltre 400 mila partecipanti, registrando un boom di rete non indifferente (2 milioni di utenti raggiunti su Facebook ed oltre 500 mila visualizzazioni video!). Gli ospiti internazionali, come ogni anno, non sono mancati e la serata conclusiva ha regalato due perle ormai di casa a Perugia: Stefano Bollani, che ha portato al festival il suo nuovo progetto "Napoli trip", rivisitazione personale delle melodie appartenenti alla tradizione partenopea, e Chick Corea, che ha festeggiato insieme ad un pubblico infiammato i suoi 75 anni.

I retroscena però non tardano ad arrivare, soprattutto in sede di bilancio di chiusura. A lanciare l'accusa è il direttore artistico del festival Carlo Pagnotta, che si dice amareggiato per l'insufficiente finanziamento ricevuto dal comune di Perugia. Pare infatti che per Umbria Jazz sia stata stanziata una somma nettamente inferiore che per la rivisitazione storica Perugia 1416. Deluso dal comportamento delle istituzioni, Pagnotta si dichiara quindi pronto a mettere all'asta la manifestazione, invitando i Comuni più volenterosi a mettersi in gioco. Dichiarazioni di sfida che mirano, probabilmente, a smuovere una situazione impantanata e poco chiara. La replica del Sindaco Andrea Romizi non si fa attendere: "Il Comune di Perugia tiene in grande considerazione ‘Umbria jazz’, consapevole del valore culturale e dell’indubbio ritorno di immagine ed economico che la città ha grazie alla manifestazione." La massima autorità locale prosegue poi sottolineando il grande sforzo, in termini di servizi, profuso per Umbria Jazz, ritenendo di fatto pari gli aiuti elargiti alle due manifestazioni. Un botta e risposta che di fatto non chiarisce la questione e che neanche intacca il grande successo del luglio perugino.