L'aveva scritto anche il The Guardian che Palermo è come nessun'altra. E infatti in quale altra città d'Europa si può trovare un soggetto come quello di Liberami, Miglior Film nella sezione Orizzonti a venezia 73? Già, perché l'interessante documentario della regista ligure Federica Di Giacomo è incentrato sull'attività quotidiana degli esorcisti della diocesi di Palermo. Nulla a che vedere con L'Esorcista di William Friedkin e con gli altri film del genere, intendiamoci: le sequenze dedicate a esorcismi individuali e collettivi sono girate dal vero e chiaramente impressionanti, anche perché il punto di vista della regista si mantiene neutro, mostrando solo ciò che accade e restituendo in modo cruento la lotta tra questi malati, i loro demoni e il lavoro dei preti.

Liberami, un documentario che fa paura e solleva domande

Federica Di Giacomo è una regista meticolosa, che non ha fretta nel girare i suoi film. Liberami ha richiesto tre anni di riprese e a Venezia ha convinto la critica per numerosi aspetti. Il documentario - hanno osservato alcune penne de La Stampa - crea infatti un cortocircuito tra come queste pratiche di origine medievale irrompono nel nostro razionale, nel presente. Il fenomeno degli esorcismi è oggi trasversale, in incremento anche nelle altre diocesi italiane, ed è un nervo scoperto della nostra società, perché porta a interrogarci sulla dimensione irrazionale che sta dentro ognuno di noi. Federica Di Giacomo, antropologa, con Liberami solleva domande inquietanti mostrando anche i disturbi di teenagers e giovani che poco hanno a che spartire con la religiosità e con un contesto cattolico, ed è forse in questo punto del film che il confine tra malattia e possessione diventa più tortuoso.

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La regista ringrazia Padre Cataldo

Finanziato dalla Sicilia Film Comission, Liberami prosegue il fortunato percorso del Cinema co-prodotto in Sicilia, regione che a Venezia aveva trionfato anche nel 2011 con Belluscone di Franco Maresco. Liberami conferma anche uno strano legame tra Chiesa e Documentario che si sta autoalimentando a Palermo: a Venezia era presente anche il cortometraggio Chiara Zyz di Gaetano Di Lorenzo su Padre Sandro Volpe del Centro Accoglienza Santa Chiara; Franco Maresco nel suo Gli uomini di questa città io non li conosco mostrava i laboratori teatrali di Padre Scordato all'albergheria; la stessa regista di Liberami ha ringraziato in modo speciale Padre Cataldo della confraternita Maria SS. Assunta Alla Guadagna durante la premiazione al Lido; infine, la Chiesa sconsacrata di SS. Maria dello Spasimo è ormai da due anni sede della rassegna cinematografica ESCO dedicata al cinema italiano, una cornice che piace al pubblico palermitano e va in costante sold out.