Dopo Cesenatico, città in cui l'autore e la moglie Franca Rame erano soliti trascorrere le ferie estive, la mostra "darwin. L'universo impossibile" arriva a Biella. L'evento è di notevole importanza vista la poca distanza intercorsa dalla scomparsa del premio Nobel lo scorso 13 ottobre. Al fine di omaggiare il maestro interverranno infatti, durante l'inaugurazione, sia il figlio della coppia Jacopo sia la compagnia teatrale Fo-Rame. La mostra, attiva dal 30 ottobre all'8 dicembre, sarà allestita nelle due sedi di Palazzo Ferrero e Palazzo Gromo Losa. La stessa sarà occasione, per volere dello stesso premio Nobel, per la vendita di alcuni suoi quadri: l'intero ricavato verrà donato all'associazione 'Il Nobel per i disabili' che lo stesso Fo e la moglie Rame hanno fondato con il denaro ricevuto dall'Accademia di Stoccolma.

Oltre il libro, l'interesse per il padre dell'evoluzionismo

In una lettera di fine settembre lo stesso Dario Fo ricorda un episodio buffo: «Venendo a conoscere i punti nevralgici dell’evoluzionismo rimasi stupefatto. Ero su un tram, e in mezzo a un gran gruppo di passeggeri esclamai: “Sono un ignorante!”». In maniera socratica, riconoscendo di non sapere, iniziò a studiare la storia delle scoperte che il più grande scienziato ha assicurato al mondo intero. Dal momento che per lui "pitturare, disegnare e raccontare o interpretare un ruolo in scena" sono la stessa cosa, Dario Fo non si è limitato solo a scrivere un libro su Darwin. Oltre al saggio Darwin: ma siamo scimmie da parte di padre o di madre?, uscito per Chiarelettere, infatti il grande maestro ha dipinto numerose tele, di grandi dimensioni, capaci di trasformare in un gigantesco fumetto tutta la storia, spesso sconosciuta, di uno dei più grandi ricercatori dell'era moderna.

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Il racconto che l'autore propone si avvale dei più disparati espedienti plastici e di colore: dai bassorilievi ai pupazzi, dagli intagli alle sculture. L'allestimento della mostra è stato possibile grazie al metodo della cosiddetta bottega: un tipo di collaborazione artistica che risale addirittura al Rinascimento. Tra gli artisti che hanno preso parte al progetto si ricordino Enrico Bartolini, Sara Bellodi, Jessica Borroni, Michela Casiere, Margherita Pigliapochi, Luca Vittorio Toffolon, Jacopo Zerbo.