In quattro giornate di dibattiti e tavole rotonde si è svolta tra Urbino e Fano la quarta edizione del festival del giornalismo culturale che ha coinvolto anche le scuole con un gioco e la premiazione di alunni vincitori di un concorso. Tutto per dimostrare che è possibile stimolare l'interesse dei cittadini intorno al patrimonio dei beni artistici di cui è tanto ricca la nostra penisola e dare prova della possibilità di potenziare e innovare in senso tecnologico la conoscenza delle opere d'Arte e la loro fruizione.

Novità nel settore digitale per i musei

Nella giornata di sabato sono state premiate per il concorso sul giornalismo culturale e sui monumenti, oggetto di visite estive, due ragazze, una per un articolo sul Monastero di S. Antonio Polesine di Ferrara (clausura suore benedettine), l'altra per un servizio su Villa Spada, visitata dall'autrice dell'articolo insieme ai giovani dei collettivi Urbex.

'Si chiama urbex, un’abbreviazione di urban exploration, e consiste nell’esplorare, spesso infiltrandosi, luoghi abbandonati per lo più sconosciuti alla massa e meravigliosi. Perle di assoluta bellezza architettonica e artistica, dimenticate e lasciate a se stesse e all’incuria. Luoghi che riescono ancora a emozionare, stupire e meravigliare e che rinascono grazie anche alla fotografia o alle riprese.'

Dopo la cerimonia di premiazione è seguito il gioco tra due classi di due Licei di Fano e di Urbino coordinati dal prof. Piero Dorfles.

Oggetto della contesa il volume The Monument's men da cui George Clooney ha ricavato l'omonimo film.

Ma la particolarità di tale edizione è stata la partecipazione di un elevato numero di studiosi, critici, esperti del settore della comunicazione, responsabili dell'area dei beni culturali con un notevole numero di interventi abilmente giostrati da Lella Mazzoli e Giorgio Zanchini.

Interessanti l'analisi di Giuliano Volpe, Presidente del Consiglio Superiore per i Beni Culturali e paesaggistici Mibact, il quale ha indicato le possibilità per svecchiare e far entrare il vento della partecipazione democratica dentro le strutture museali ma quanto mai efficaci poi i contributi di Sergio Rizzo, giornalista del Corriere della Sera, e di esperti che operano nel settore del digitale per introdurre nuove tecnologie atte a potenziare e distribuire il corpo delle molteplici informazioni sulla storia di ogni opera d'arte esposta. 

Sempre di particolare richiamo la presenza della scrittrice Dacia Maraini e del critico Vittorio Sgarbi.

L'edizione quarta ha saputo offrire un ventaglio di stimoli e di interventi di livello elevato e mostrare come nel campo della mediazione culturale l'Italia e il mondo della tecnologia stiano compiendo un vero salto di qualità mettendo a punto algoritmi capaci di puntare su una fruibilità nuova e più profonda .

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E' bene rivedere la concezione museale di vecchia fattura, far entrare aria nuova, utilizzare nuove tecnologie, come già si è fatto con l'Accademia di Venezia e il Museo Santa Giulia di Brescia.

E la quarta edizione del Festival del giornalismo culturale è stata capace attraverso un'ampia mobilitazione di figure innovative di dimostrare che la possibilità di svecchiare e aprire ai giovani gli spazi museali è una realtà concreta e tangibile.