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Sino al 2004 era il deposito dello Staatsoper Unter den Linden, l’Opera di stato di Berlino. Oggi quello che da fuori sembra un bellissimo edificio degli anni Cinquanta, si appresta a diventare il futuro tempio della musica berlinese. Stiamo parlando della nuova sede della Barenboim Said Akademie, l’accademia che ospiterà giovani studenti di diverse nazionalità, tra cui arabi e israeliani, con l’obiettivo di creare un ponte tra culture sulla scia della West- Eastern Divan Orchestra, l’orchestra che mette insieme giovani musicisti di origine israeliana e araba, fondata nel 1999 da Daniel Barenboim e dal noto intellettuale Edward Said.

 

Pezzo forte dell’accademia sarà la Pierre Boulez Saal, dedicata al noto compositore e direttore d’orchestra scomparso nel gennaio del 2016 "Sarà il cuore dell’accademia – afferma Barenboim – sarà la sala più bella che qualsiasi scuola, in qualsiasi parte del mondo, abbia mai avuto".

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Dinamismo e intimità

In effetti, l’aspetto lascia ben pensare. L’architetto canadese Frank Gehry ha realizzato un vero e proprio capolavoro: 850 metri quadri di sala, interamente rivestita di legno, color miele, con delle ellissi che ruotano attorno all’orchestra che starà al centro. E c’è di più, perché la distanza tra il direttore d’orchestra e il pubblico, non supererà i 14 metri. Tutti gli spettatori, quindi, potranno avere una visuale privilegiata indipendentemente dalla posizione in cui si trovano.

"Gli spettatori siederanno sempre a pochi metri dal direttore e dall’orchestra – spiega Gehry - la struttura è pensata come qualcosa di dinamico e al contempo di intimo. Tra lo spettatore, la musica e l’architettura, spero nasca un dialogo emotivo".

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 E adesso si attende il concerto inaugurale della Pierre Boulez Saal, fissato per il 4 marzo 2017. E sarà lo stesso Barenboim, con la Boulez Ensemble, a tagliare il nastro con un programma che, ovviamente non potrà che includere Boulez. Nello specifico, ad aprire il concerto, sarà Initiale, composizione per 7 ottoni scritta nel 1987. Seguiranno opere di Schubert, Mozart, Alban Berg e un lavoro del compositore e clarinettista tedesco Jörg Widmann.

Una casa della musica

 Ma la Boulez Saal aprirà anche al repertorio jazz, e ovviamente, alla musica araba e iraniana "Sarà una casa per la musica da camera di tutti i secoli, e sarà – ci tiene a sottolineare Barenboim - una casa in Europa per la musica araba e per la musica iraniana.

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E avremo anche serate jazz come si potrà vedere nel programma".

Tutto questo sempre e solo nel nome del grande compositore francese "Pierre Boulez non era solo un grande compositore e un grande direttore d'orchestra – ricorda Barenboim - ma era anche una persona che in sostanza ha rivoluzionato la musica degli ultimi cinquant’anni. Il suo spirito è vivo e sarà in vita, almeno finché avrò qualcosa a che fare con lui".

L’appuntamento è al numero civico 33 della Französische Strasse.