Martedì 8 novembre è uscita un'anteprima del brano SAY10, estratto dall’omonimo album del discusso cantante Marilyn Manson, la cui uscita è prevista per febbraio 2017, nel giorno di San Valentino. Il video, della durata di nemmeno due minuti, ha suscitato grande scalpore per i possibili significati che in tanti gli hanno attribuito. In un’ambientazione tetra e fumosa Manson, seduto, tiene in mano una Bibbia e ne strappa le pagine, mentre poco dopo lo si vede, in una serie di rapidi fotogrammi, impugnare un coltello con le mani insanguinate. Non sono state tanto queste scene, però, a far parlare di SAY10: nel finale del breve video, a terra, giace il corpo di un uomo decapitato, vestito di un completo blu, camicia bianca e cravatta rossa.

A dire di molti, è inequivocabile che l’uomo decapitato nel video sia proprio Donald Trump, l’imprenditore plurimiliardario e da oggi presidente eletto degli Stati Uniti. Tuttavia, Manson non si è sbilanciato più di tanto nel confermare o smentire questa interpretazione: "sembra che sia giunto il momento per me come artista -e come artista americano- di far sorgere delle domande che non siano delle semplici dichiarazioni”. Per il cantante il mondo si trova in una confusione tale, quando si parla di religione, politica e sessualità, da sembrare un circo, e afferma di aver voluto -tramite il suo video- parlare dei disperati atti di un popolo che crede in qualcosa predicato da un non credente.

Che Manson non fosse un simpatizzante dei repubblicani era già noto alle cronache, soprattutto quando, dopo il massacro della Columbine nel 1999, la sua musica fu duramente condannata con l’accusa di aver costituito una fonte di ispirazione per i due giovani autori del terribile gesto.

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Manson non ha mai digerito le pesanti accuse, mosse da alcuni politici e diffuse irresponsabilmente da canali conservatori come Fox News, come affermato da lui stesso anche nel documentario Bowling for Columbine di Michael Moore (2002).

Lo shock rocker, apparentemente, non è l’unico a non apprezzare il nuovo presidente degli Stati Uniti; si trova anzi in buona compagnia con celebrità come Ariana Grande, Lady Gaga, Madonna e Cher che, a colpi di tweet, non hanno esitato nel manifestare la propria indignazione per i risultati elettorali che vedono Trump vittorioso.