Tanto espressiva nei suoi ruoli al cinema quanto silenziosa negli anni del suo ritiro: monica vitti ha 85 anni, non compare in pubblico dal 2002 e soffre di una malattia degenerativa che, come scrive Laura Del Colle in una biografia, "le ha cancellato la memoria come una grande gomma". La assiste il marito Roberto Russo.

E' stata la figura e la voce dell'incomunicabilità nei film di Michelangelo Antonioni dei primi anni 60. Il regista la vede recitare sul palco Feydeau e la chiama per doppiare, con la sua bella voce roca, la benzinaia Dorian Gray ne "Il grido".

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È un colpo di fulmine artistico e sentimentale. "Lei ha una bella nuca, potrebbe fare cinema" dice lui. Siciliana alla scoperta dell'Europa del Nord in "La ragazza con la pistola" di Mario Monicelli.

La seconda vita di Monica Vitti

La seconda vita di Monica Vitti è arrivata subito dopo con i ruoli brillanti ma attenti ai temi del momento: Sull'onda delle parodie di 007 fu bellissima spia in "Modesty Blaise  - La bellissima che uccide" di Joseph Losey. Nei tempi in cui la coppia aperta era argomento di discussione politica Ettore Scola la volle con Mastroianni e Giannini in "Il dramma della gelosia". Con Alberto Sordi Monica Vitti ha firmato un binomio leggendario del cinema italiano scavando nelle tante dinamiche della vita in due rappresentando ogni tipologia femminile: la donna borghese, nevrotica e dolente per Antognoni , la popolana vitale con il grande Alberto. Accanto a lui infatti cominciò il sodalizio che li portò ad essere consacrati al successo con "Polvere di Stelle". Il suo ultimo film è del 1990 "Scandalo segreto" dove era anche regista.

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Nella sua vita ha scritto due libri: nel '93 "Sette sottane" e nel  '95, "Il letto è una rosa".  “Oggi scrivo non per ricordare, ma per reinventarmi tutto, per cancellare e ricostruire visi e fatti che mi girano intorno e ridono insieme a me; non di me", dice in quel volume che è una raccolta di pensieri e ricordi, e sogni. Sulla scrittura: “Se questi fogli fossero alberi, potrei riposarmi sotto la loro ombra. Se questi fogli fossero ombre, potrei tuffarmici dentro e lasciarmi portare. Un libro in cui rivela segreti: “Quando a 14 anni e mezzo avevo quasi deciso di smettere di vivere, ho capito che potevo farcela, a continuare, solo fingendo di essere un' altra, e facendo ridere il più possibile. Ci sono riuscita in teatro e nel cinema, nella vita molto meno". L'assenza di Monica Vitti non ha significato scomparsa nel ricordo del pubblico ed un aggettivo ricorre nei siti e social network che scrivono di lei: #indimenticabile.