Cosa ha permesso ad un gruppo di ragazzi provenienti dalle case popolari di Manchester di diventare una delle band più acclamate degli anni '90? Qual è stato il percorso che ha portato gli Oasis ad uscire dall’anonimato e a diventare un fenomeno musicale paragonabile ai Beatles?

Ce lo racconta il documentario "Oasis: Supersonic", in programmazione nelle sale italiane dal 7 al 9 novembre.

Tutto successe velocemente, "forse troppo": tre anni, dal 1994 al 1996, dal primo album "Definitely Maybe" al concerto trionfale di Knebworth Park. In questo lasso di tempo, gli Oasis hanno raggiunto un successo planetario, testimoniato da milioni di dischi venduti (18 solo nel 1996), premi come gli MTV Europe Music Awards e diversi singoli al primo posto nel Regno Unito.

Proprio della Gran Bretagna sono stati involontari portabandiera musicali, rappresentando per primi un genere, il "Britpop", che ha generato negli anni diversi "figli e nipoti" (The Verve, Travis e Coldplay, solo per citarne alcuni).

Ispirati dalla Musica degli anni Sessanta e Settanta, questi gruppi produssero qualcosa di mai sentito prima di allora, unendo tematiche ed energia del rock new wave e della dance music, potendo contare anche su nuove tecniche produttive.

Protagonisti indiscussi di tutte le fortune - e allo stesso tempo delle sfortune - del gruppo sono stati i fratelli Gallagher, Liam e Noel, sempre al centro del progetto come autori, frontman e chitarristi, ma coinvolti anche in scandali di droga e litigi violenti, tra concerti annullati e chitarre sfasciate.

Diretto da Mat Whitecross e realizzato dagli stessi produttori di "Amy", acclamato documentario del 2015 su Amy Winehouse, "Oasis: Supersonic" raccoglie interviste inedite ai fratelli Gallagher, al loro entourage e alla madre dei due cantanti di Manchester, portando avanti una narrazione supportata da materiale d’archivio anch’esso mai visto prima d'ora.

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Il documentario prova a condensare tutta l’energia di un gruppo dalle vicende controverse, da una vita artistica lunga 18 anni (1991-2009), ma con un periodo particolare in cui ha viaggiato ad una velocità super. Anzi, Supersonic.