La cultura giapponese potrebbe risultare alquanto incomprensibila all'Occidente. Ma da quelle parti chiedere scuse non significa colpevolezza né tanto meno debolezza, è soltanto uno dei modi per dimostrare una certa educazione. In Giappone si chiede scusa molto frequentemente, e nella stessa misura in cui sanno ringraziare. Ci si scusa pubblicamente per un disservizio, per una parola detta male, per certi atteggiamenti e atti sgradevoli commessi dai propri figli. Atto, quest'ultimo, che nel agosto scorso ha portato l'attrice Atzuko Takahata a indire una “shazai kaiken” cioè, una conferenza stampa per chiedere formalmente scusa.

Oppure, ci si dimette. Come ha fatto qualche giorno fa Tadashi Ishii, presidente della Dentsu, in seguito al suicidio di una impiegata.

Gli stranieri fraintendono

Gli “inchini” giapponesi sono una forma di comunicazione e nascondono una forte tempra. Ci si scusa innanzitutto per smorzare i toni. Dopo una sfuriata ad esempio, un inchino di colui che ha alzato la voce andrebbe inteso come un voler ripristinare la calma e rendersi disponibili a trovare una soluzione. Lo stesso gesto si può interpretare come una sorta di co-responsabilità. Capita spesso ai manager quando sbagliano. Sempre lo scorso agosto 2016, i capi della Mitsubishi hanno chiesto pubblicamente scuse per degli errori che hanno comportato serie perdite all'azienda.

Il senso di responsabilità è molto forte nella cultura nipponica, e anche molto antica. Il caso dell'attrice Atzuko Takahata è emblematico. Il figlio era stato arrestato erroneamente per un delitto non commesso. La madre però, molto prima della scarcerazione, già si scusava in pubblico per non essere stata all'altezza nell'educazione del figlio.

Questo perché nella cultura del Sol levante, il genitore si sente proprietario dei figli, e quindi unici responsabili dei loro atti.

La cultura Samurai

Le dimissioni del presidente della più importante agenzia pubblicitaria del Giappone è un caso grave ma non isolato. La giovane era arrivata al suicidio per un eccesso di Lavoro, comunemente chiamato “karoshi”.

Ma l'allontanamento di Tadashi Ishii, le scuse pubbliche dei dirigenti Mitsubishi e della mamma attrice sono un atto dovuto sin dai tempi dei Samurai, dove una certa educazione fondata sulla responsabilità degli atti compiuti, propri e dei figli, stanno alla base della pacifica convivenza e del reciproco rispetto.