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Ha vinto Sanremo, ha vinto l'originalità, ha vinto la musica. Hanno perso i tuttologi: quelli che, come ogni anno, in ogni edizione del Festival, hanno dato tutto per scontato recitando i propri mantra prima e dopo la lunga settimana canora. Quelli del "si sapeva subito il vincitore". Ora spunterebbero anche link misteriosi che, poche ore prima della proclamazione del vincitore della 67° edizione della kermesse più importante della musica italiana [VIDEO], avrebbero svelato la classifica. Della serie, "si sapeva tutto". In realtà nessuna di queste "menti elette", i fautori delle vecchie chiacchiere da bar che ai giorni nostri si sono trasferiti in massa sul web, si sarebbe aspettato di essere involontario protagonista sul palco di Sanremo.

Il testo del brano di Francesco Gabbani che, sovvertendo qualunque pronostico, ha letteralmente sbancato il Festival, parla anche di loro.

Occidentali's karma

"Occidentali's karma" è, dunque, il brano vincitore del Festival di Sanremo 2017. Non c'è dubbio che tanto la giuria degli esperti quanto il televoto ne abbiano premiato il ritmo orecchiabile, la pungente attualità del testo, la simpatia e le capacità istrioniche di Francesco Gabbani. Con intelligente ironia e poca presunzione, il testo scritto dall'esecutore insieme al fratello Filippo Gabbani, Fabio Ilacqua e Luca Chiaravalle, traccia una disamina dei modelli culturali occidentali. Il nostro karma o destino in fin dei conti, pur accompagnato dai mezzi di comunicazione di massa offerti dalla tecnologia moderna (coca dei popoli, oppio dei poveri), non è diverso da quello dei nostri progenitori che vivevano nelle caverne.

La scimmia nuda che balla, evocata da Gabbani, è l'uomo contemporaneo in cerca di un momento di gloria, quello rincorso da centinaia di sedicenti opinionisti o 'selfisti' da social newtork.

La classifica finale

Francesco Gabbani, che ha ricevuto anche il premio per il brano più scaricato da Internet, ha preceduto in classfica la grande favorita. Fiorella Mannoia è arrivata seconda con la sua splendida "Che sia benedetta". La classe e la personalità della cantante romana sono ben note, le va riconosciuta la capacità di rimettersi in gioco sullo stesso palco che l'aveva lanciata al grande pubblico oltre trent'anni fa. Dal punto di vista morale, la Mannoia esce sicuramente vincitrice ed ulteriormente insignita dal premio per il miglior testo. Terzo classificato e vincitore del premio della critica è il cantautore di origine albanese Ermal Meta con la sua struggente "Vietato morire".

Le emozioni dell'ultima serata

Tra i protagonisti di Sanremo, certamente, Carlo Conti e Maria De Filippi hanno recitato la parte del leone.

L'immaginario ponte Rai-Mediaset ha funzionato alla perfezione ed entrambi hanno riversato sul palco la propria indiscutibile esperienza. A toccare il cuore del pubblico del teatro 'Ariston' nella serata finale ci hanno però pensato due pezzi da novanta della musica italiana. Zucchero è tornato dopo oltre trent'anni, stavolta in veste di ospite, accompagnato da una band di mostri sacri della musica internazionale. La sua esecuzione di 'Miserere' con la voce del compianto Luciano Pavarotti è stata letteralmente da brivido. Sanremo ha inoltre consegnato un premio alla carriera a Rita Pavone, componente della giuria. 'Pel di carota' è salita sul palco a ritirarlo ed ha eseguito 'Cuore', uno dei suoi tormentoni, ed è stato come mettere l'orologio indietro di oltre cinquant'anni: è il potere magico della musica. Il potere che il Festival di Sanremo continua ad esercitare sugli italiani. Le critiche ci saranno sempre, prima, durante e dopo la kermesse. Quello che conta sono le cifre: straordinarie come sempre, con una media di oltre 11 milioni di telespettatori a serata. Come avere 67 anni e non dimostrarli.