In alcuni casi risulta difficile raccontare un’emozione durante un viaggio. E’ ancora più difficile quando Il viaggio è rappresentato da una canzone o da un intero album come “Di imperfezione”, in cui ci si può ritrovare in tanti versi che costituiscono delle vere perle di poesia nella Musica italiana ed il nuovo album di Serena Abrami, già protagonista a Sanremo con “Lontano da tutto” scritta da Niccolò Fabi e ad X Factor, è davvero qualcosa da ascoltare.

Raccontare di questo album vuol dire raccontare di un’onda emozionale che rischia di travolgere. Serena ci porta nel suo universo artistico e ci racconta di viaggi interiori come in “Forse è culturale”, che racconta di una analisi interiore arrivando con la sua ad essere decisa e realista.

Chi è abituato ad “etichettare” un artista o un album, si troverà in grande difficoltà nel cercare di individuare un genere che possa imprigionare questo album, perché racchiude in sé l’esperienza di 5 anni di vita di tutte le persone che hanno contribuito alla scrittura di testi e musica.Tra loro troviamo Enrico Vitali alla chitarra e al basso, Mauro Rosati al pianoforte, synth e basso e Marcello Piccinini alla batteria. Ognuno di loro proveniente da esperienze artistiche diverse, danno all’album una ricchezza musicale che lascia molto interesse in chi lo ascolta. Nell’album spiccano le partecipazioni amichevoli dell’attore Paolo Briguglia, protagonista in film come “Basilicata Coast to Coast” e “I 100 passi” nel ruolo di Giovanni Impastato, fratello di Peppino, e del bassista Lucio Fasino che annovera tra le sue performance live e in studio, artisti come Patty Pravo, Nina Zilli, Mario Biondi, Emma Marrone, Fiorella Mannoia, Ron e tantissimi altri.

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Tornando a “Di Imperfezione”, nell’album si sente molto la maturazione artistica e poetica di Serena Abrami e ci racconta, come in “Via di Casa”, una storia in una maniera descrittiva molto efficace che lascia spazio nell'immaginare perfettamente la scena di una strana domenica mattina. L’album si apre con “Di imperfezione” in cui si parla di quanto poco ci si possa conoscere a causa di una realtà sociale piena di superficialità e che ci obbliga a correre. Infatti Serena ci paragona a delle isole di cui conosciamo solo quello che vediamo alla luce e che quindi, ci porta a conoscere solo una minima parte dell'aspetto interiore degli altri."Benedicite" è una vera e propria preghiera in cui la cantautrice parla a madre Terra e nella sua voce c’è tutta la speranza per un domani migliore. Altro brano che spicca è “Credo” in cui c’è tutta la speranza nel prossimo rappresentata in versi come “credo in te, anche se non so chi sei e semmai ti incontrerò”.“Di imperfezione” è tutto questo: pace per chi è in continua ricerca.