La vera musica è quella che viene dal cuore e così è per "Ci sarò io", nuovo singolo di Pasquale Altieri. Artista partenopeo, formatosi nel tempo sotto la guida di insegnanti del conservatorio, ha portato avanti la sua passione nel tempo, cominciando ad esibirsi negli anni 90 e formando, nel 2005, anche la band Alysea.

Con "Ci sarò io", Altieri segna il suo debutto discografico. Si tratta di un altro singolo marchiato Sud in Sound, etichetta indipendente d'Agnano, che di recente ha aiutato a dar luce a numerosi lavori di successi di alcuni artisti emergenti, com'è stato per "Corpo di Mare" di Rum e "Cantare di Fabì'. Il brano ha registrato in meno di 24 ore, numerose migliaia di visual e centinaia di condivisioni sui social.

La parte tecnica

Per dare un'idea del genere del pezzo, con un termine comune, potremmo dire Pop [VIDEO], ma ovviamente questo non può a pieno descrivere l'essenza di "Ci sarò io". Responsabile dei testi dei brani è Giulia Costa, giovane cantautrice calabrese che ha già avuto forte successo col suo disco Coast to Costa.

Dalle sfumature leggere, la musica è caratterizzata da particolari effetti, un'abile magia di Gennaro Franco, che evocano una sensazione di giocosità, come di quando si è bambini. Si tratta di un tuffo nel passato per gli ascoltatori, e diventa possibili identificarsi sia come figli che come genitori. Il ritornello è più deciso e nella seconda parte troviamo anche gli archi cha conferiscono un senso d'apertura e la chitarra elettrica di Giancarlo Sannino evoca una nota di rock.

È segno della decisione dell'artista e di quanto sia importante per lui trasmettere questo messaggio. Pochi strumenti, ma un efficace insieme che cattura l'attenzione e stimola l'immaginazione degli ascoltatori.

Il brano: il vero amore per i figli

Cuore di questo progetto è l'amore, puro e semplice, per i figli. Si tratta di qualcosa che a volte si da per scontato, ma che non bisognerebbe mai dimenticare, specialmente per un genitore. C'è chi si limita a guardare i propri bambini mentre giocano e crescono in modo distratto, senza far caso ai loro bisogni, a cosa possa farli soffrire.

Basta poco a ferire un bambino: un urlo, un gesto, uno sguardo freddo. Quello che l'autore vuole comunicare è il sentimento di protezione e premura che si ha per i figli; un accorato discorso da padre, che ricorda cosa significa essere un genitore: una certezza per chi si ama, pronto a proteggere e consolare, con una parola dolce o con una carezza. Se c'è l'amore, nessuna difficoltà o dolore potrà spaventare.