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L’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi festeggia i 50 anni della nascita della musica rock con un concerto dedicato al 1967, l’anno che ha cambiato il rock. Il 4 gennaio un gruppo californiano, The doors, dava alle stampe il suo primo album: The Doors. Era l’incipit di un anno cruciale. Il rock, che ormai la faceva da padrone, si confrontava con gli altri generi, dialogava con il folk e il blues, flirtava con il jazz, osava confrontarsi con la musica colta. Solo qualche mese più tardi, il 12 marzo a New York, usciva The Velvet Underground & Nico, album che The Observer ha inserito al primo posto nella lista dei '50 album che hanno cambiato la musica'.

La rivoluzione made in England

Da questa parte dell’Atlantico un altro gruppo semi sconosciuto, i Procol Harum, pubblicava, il 12 maggio a Londra, un singolo destinato ad avere un successo inaspettato e globale: A Whiter Shade of Pale. Un pezzo di musica leggera a dir poco insolito, che si ispirava all’Aria sulla quarta corda di Bach e iniziava con un assolo di organo Hammond, con il suo caratteristico suono vibrato. E anche il testo, così ermetico da apparire ancora oggi incomprensibile, non disdegnava di giocare con poesia e letteratura. Neanche un mese dopo, il primo giugno, usciva Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band, l’ottavo album dei Beatles. In nemmeno sei mesi la rivoluzione era compiuta e la musica era cambiata in modo irreversibile. Con questo disco il quartetto di Liverpool aveva stravolto ogni regola, aveva realizzato il primo concept-album con un filo conduttore, aveva cambiato anche il modo di registrare in studio, dilatandone i tempi, e anche i testi diventavano decisamente più impegnati e complessi delle solite canzonette.

Si pensi A Day in the Life, la traccia che chiude l’album, che tratta temi come la morte e la guerra. Non è un caso, dunque, che la rivista Rolling Stone abbia messo Sgt. Pepper al primo posto della classifica dei 500 più grandi album di tutti i tempi.

Un viaggio tra i miti della musica

Da quel 1967 sono passati più di 50 anni e le rievocazioni nel tempo non sono mancate. Il 21 aprile sarà la volta dell’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi che con Rock Around Laverdi (biglietti scontati a 16,67 su alpostomio.com) propone un viaggio tra i grandi miti della musica rock eseguiti da una delle principali orchestre sinfoniche italiane non nuova a queste contaminazioni. La cornice, l’Auditorium di Milano, uno dei più belli d’Italia e con un’acustica magnifica, è ideale per celebrare la musica rock che ha compiuto 50 anni. E il menu sarà di primissimo livello. A partire da Jimi Hendrix che proprio nel 1967 pubblicò i suoi due primi album. Hendrix che era stato il primo a salutare Sgt.

Pepper's Lonely Hearts Club Band, iniziando il concerto di Londra con l’omonimo pezzo quattro giorni dopo la pubblicazione.

Il meglio dei mostri sacri del rock

Poi i Doors, fino ai Beach boys. Ampio spazio, ovviamente, sarà dato ai Beatles che oltre Sgt. Pepper quell’anno pubblicarono anche Magical Mystery Tour. E poi ancora, Procol Harum, The Velvet Underground con Lou Reed, i Pink Floyd – anche il loro primo album, The Piper at the Gates of Dawn, è stato pubblicato nel 1967: il 5 agosto. Non può mancare l’omaggio alla follia geniale di Frank Zappa, senza dubbio uno dei più grandi musicisti nella storia del rock americano e non solo. Zappa il suo primo album, Freak Out!, l’aveva già pubblicato – era uscito il 27 giugno 1966 – e anche se in America non aveva ottenuto subito un grande successo, raggiunse solo la posizione numero 130 nella classifica di Billboard, ne ebbe uno maggiore in Europa e non c’è dubbio che influenzò molti artisti britannici, i Beatles in testa. I brani di Rock Around Laverdi sono arrangiati da Ivan Merlini e sono stati riscritti e arrangiati per orchestra sinfonica. A dirigere l’Orchestra Verdi in questa nuova avventura Andrea Oddone. Rock Around Laverdi, sabato 21 aprile 2018, ore 20.30 Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi. Arrangiamenti Ivan Merlini. Direttore Andrea Oddone. Auditorium di Milano, largo Mahler.