Esattamente 25 anni fa, il 22 febbraio del 1994, i Nirvana tennero al Palaghiaccio di Marino, poco distante da Roma, l'ultimo concerto in terra italiana e uno degli ultimi show della loro carriera.

Il concerto

La band godeva in quel momento di grande popolarità: con tre album in studio hanno conquistato migliaia e migliaia di fan, guidati da un leader come Kurt Cobain, simbolo di una generazione arrabbiata e nichilista.

Prima del concerto era molto forte l'attesa dei tantissimi adolescenti in attesa con gli zainetti prima dell'apertura dei cancelli: Kurt Cobain, però, non sembrava in grande spolvero.

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Immobile durante il concerto, non cambiò la sua posizione e la sua voce non sembrò graffiare come al solito. La scaletta, comunque, procedette senza interruzioni per un'ora circa: ma ad un certo punto Kurt, dopo Heart-Shaped Box voltò le spalle al pubblico, si recò dietro le quinte e prese la Fender Mustang per scaraventarla sul palco. E il resto della band, quasi per scusarsi, improvvisò una jam session prima di salutare il pubblico.

Questa la scaletta del concerto di Marino:

  • Radio Friendly Unit Shifter
  • Drain You
  • Breed
  • Serve The Servants
  • Come As You Are
  • Smells Like Teen Spirit
  • Sliver
  • Dumb
  • In Bloom
  • About A Girl
  • Lithium
  • Pennyroyal Tea
  • School
  • Polly
  • Very Ape
  • Lounge Act
  • Rape Me
  • Territorial Pissings
  • All Apologies
  • On A Plain
  • Scentless Apprentice
  • Heart-Shaped Box

I giorni seguenti

Il concerto di Roma potrebbe essere un segnale di lieve cedimento della band, forse stanca e in attesa di tempi migliori.

In Defense of a Woman Fronting Nirvana – Flavorwire - flavorwire.com
In Defense of a Woman Fronting Nirvana – Flavorwire - flavorwire.com

Il giorno dopo il concerto la band rimase nella capitale: la band aveva impegni televisivi con il programma Rai Tunnel, condotto dalla presentatrice Serena Dandini. Il gruppo suonò Serve the servants e Dumb e, tra i due brani, Corrado Guzzanti vestito da metallaro provò, inutilmente, a scherzare con i Nirvana.

La presentatrice ricordò, nel documentario Chi ha ucciso Kurt Cobain?, che vide negli occhi di Cobain "uno sguardo di paura come di un cucciolo braccato dal mondo".

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Il ritorno a Roma

Prima della sua morte Cobain tornò nuovamente a Roma nel mese di marzo, dopo l’ultimo concerto dei Nirvana tenuto a Berlino: e nella capitale lo raggiungerà anche la famiglia, Courtney Love insieme alla figlia di due anni Frances Bean.

E in quell'occasione il cantante tento di suicidarsi ingoiando ben sessanta pillole di Roipnol, un potentissimo farmaco, con effetti più potenti del Valium. Il cantante si salvò grazie all'intervento tempestivo della moglie che chiamò i soccorso e lo fece trasportare all'Ospedale Umberto I.

Kurt entrò in coma, dal quale riuscì a svegliarsi miracolosamente. Poche settimane dopo il tragico epilogo che tutti i fan dei Nirvana conoscono.

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